Il Tchoukcamp Pragha di Silvia Ganino

11221781_601950303280189_7431783373258255425_nMentre alcuni tchouker italiani hanno vissuto l’esperienza adriatica della tchoukarovana o quella mondiale in terra asiatica nel nostro bel Paese c’è un’altra giocatrice che ha toccato, masticato, goduto fino al midollo un’altra avventura sportiva all’estero.
Nella Repubblica Ceca, la cara e piccina, Silvia Ganino ha vissuto il Tchoukcamp organizzato dall’associazione di Tchoukball praghese.
Le abbiamo chiesto di farci un piccolo racconto di questa esperienza ed ecco che cosa ne è uscito fuori…

11951131_1254151961277727_3431910599041648990_nCiao Botta,
Come richiesto ti racconto la mia avventura al Tchoukcamp in Repubblica Ceca che in realtà sarà una sintesi dei miei sei giorni a Praga; quindi non ti aspettare grandi commenti sugli esercizi del camp o via dicendo perché in compagnia dei Cechi e dei Polacchi si finisce col bere le loro stesse quantità di alcool.
Inoltre più cerco di rimembrare i particolari, e più i miei ricordi si mescolano l’uno all’altro e diventano sempre più annebbiati.
Detto questo però si dovrebbe intuire che nello stare in compagnia della gente del Tchoukball Praha e dei Varsavia Hornets, si ha sempre una grande e bellissima festa.
Per quanto riguarda il primo giorno non c’è molto da raccontare se non che, dopo aver pranzato con la gentilissima Tereza Korousová (venuta a prendermi in aeroporto), insieme a Michal (che non smetterò mai di ringraziarlo abbastanza per la sua cordialità e ospitalità) ci siamo recati sotto la pioggia interminabile e battente a Žlebské Chvalovice: un paesello sperduto nella campagna Praghese a circa un’ora e mezza dalla Capitale.
11947443_901803156546893_3608332989134054677_nNonostante il maltempo dopo aver montato qualche tenda, verso sera Michal e i suoi amici Jakub Čaja e Jaja si sono dati da fare come dei matti e sono riusciti a organizzare un piccolo riparo colmo di cibo e bevande, intorno a un timido fuoco che cercava di riscaldare i pochi presenti.
Insomma si è trattata di una serata molto tranquilla e in buona compagnia mentre aspettavamo l’arrivo degli Hornets, i giovani polacchi di Varsavia.
Il secondo giorno parte tutto con una corsa mattutina di circa trenta minuti lungo la collina che costeggia il campobase.
Tutti svegli alle sette e trenta, ancora con i postumi della sera prima, scocciati un sacco con Michal perché ci “obbliga” ad andare a correre.
Le corse mattutine sono strane al tchoukcamp: nessuno ha mai intenzione di farle, si è scocciati perché le si devono fare, ma poi sono una delle cose che ricordi più piacevolmente facendoti quattro risate.
11904685_901803146546894_6940260497448879431_nDopo una colazione abbondante e l’arrivo di altre persone, il gruppo si fa più grande e finalmente iniziano anche gli allenamenti che però per via del maltempo avvengono in una palestra di una cittadina vicina.
Durante la mattina svolgiamo per lo più esercizi per la difesa (non entrerò nei dettagli perché diventerebbe veramente troppo lungo). Tutti divisi in piccoli gruppi, ognuno gestito da un mentore esperto.
Il pomeriggio invece ci si dedica al tiro per poi finire con una partitella maschi versus femmine.
In totale ogni giorno si svolgono circa sei-sette ore di allenamento (aspettati gambe e braccia sempre più doloranti ogni giorno che passa).
Dopo cena, la sera già a partire dalle otto si comincia a fare uso di alcolici pesanti quali vodka e rum: almeno io comincio a farne uso, dato che i nostri amici cechi e polacchi hanno l’abitudine di bere birra già alle prime ore del mattino come colazione.11880648_901806176546591_2473703522938808292_n
Una cosa di cui vado orgogliosa, è che quella sera ho imparato a bere la vodka come si deve e come solo i polacchi sanno fare!
Per chiunque fosse interessato e curioso, prima mangi un pezzo di cetriolo, poi ti scoli il bicchierino di vodka liscia e infine finisci il cetriolo che hai in mano.
Anche se non ne capisco il motivo loro ne vanno pazzi.
Mentre scrivo mi rendo conto che la parola alcool è onnipresente, ma questo non significa che il tchoukcamp fosse stato organizzato in modo poco serio, anzi il livello di esercizi era molto alto ed erano tutti molto utili.
11954637_901803136546895_8125318673443079242_nSemplicemente non si trattava solo ed esclusivamente di un evento sportivo, ma anche di una festa continua.
Quindi in sostanza, passami il termine caro Botta: una gran figata!
Il terzo giorno dopo la solita corsa che ormai è diventata più una camminata, svolgiamo degli allenamenti al campo, finalmente accessibile dato che ormai vi è un sole che spacca le pietre e il terreno è asciutto.
Facciamo esercizi misti fra attacco e difesa molto utili e divisi in piccoli gruppi, guidati sempre da Michal, Domink Šimůnek (bravissimo giocatore della nazionale Ceca), e
Aleksander Gortych (giocatore della nazionale polacca e giovane allenatore dei Varsavia Hornets).
Il pomeriggio dopo pranzo si organizza un piccolo torneo mischiando tutte le persone presenti, ottenendo circa cinque squadre.
Ma verso sera arriva altra gente e in tutto il campo si popola di circa 25 persone.
11891142_901803153213560_6348016090983057637_nIl terzo e ultimo giorno di camp dopo la camminata, si fanno ancora degli allenamenti mirati per migliorare la precisione del tiro.
Nel pomeriggio però si smonta tutto per spostarsi al torneo sulla spiaggia in riva al lago, nella città di Máchovo Jezero.
Mentre tutti gli altri cechi si recano sul posto, i miei ormai amici polacchi ed io decidiamo di andare a visitare Praga, città meravigliosa come sempre, e di raggiungere gli altri sul tardi.
Il giorno dopo sveglia presto e ci si ritrova sulla spiaggia di un lago, per il torneo che ricorda vagamente il Rimini beach tb festival, se non fosse per le poche persone presenti e per l’acqua dolce.
11902228_901803663213509_2098812832409294654_nIl torneo coinvolge in tutto dieci squadre, divise equamente in due diversi gironi.
Le partite sono composte da due set che terminano una volta raggiunti ventuno punti.
Questo rendeva le partite veramente lunghe e interminabili, e già distrutti fisicamente dal tchoukcamp è stato veramente tosto giocare nella sabbia.
Io ho avuto il privilegio di far parte della squadra del “Shit the Rainbow”, i Pšouci Praha, composta dalla maggior parte dei ragazzi del Praga Tchoukball presenti anche a marzo alla Silver Cup.
11904658_901804256546783_1727815006507227430_nIl torneo iniziato alle nove del mattino termina intorno alle otto di sera, e dopo cena finalmente arriva il momento di festeggiare tutti insieme l’ultima sera.
Un altro mio piacevole ricordo è testimoniato da una foto, dove è visibile la particolare allegria di Aleksander, Stanislav e me, nel fare i pazzi per le stradine del posto con la supervisione di Michal e il mitico Jerzy (che ha sempre avuto tanta pazienza con i suoi ragazzi polacchi).
L’ultimo giorno è anche l’ultimo giorno di torneo, vi si tengono dunque gli ultimi matches della giornata e le finali.
Mentre in una partita punto a punto la mia squadra riesce a vincere con i Limeta 2, conquistando così il 5° posto, velocemente ci si ritrova a osservare la finale 1°-2° posto fra i bravissimi polacchi Ursus Rybnic ed i cechi Limeta 1, che alla fine la spuntano vincendo 21 a 19.
11900024_601949969946889_8861822597624910216_nDopo le premiazioni, e dopo aver vinto un piccolo trofeo tutto mio per il fatto che fossi venuta tutta sola soletta dall’Italia, ci siamo salutati tutti quanti e io mi sono ritrovata più di una volta con gli occhi umidi nel salutare le persone meravigliose che ho avuto modo di incontrare durante quei giorni.
Ho passato poi l’ultima sera in un pub principalmente con Michal, Adam Šťastný e Jakub Čaja detto anche Čajk (sperando di aver scritto il suo soprannome giusto), che tengo particolarmente a menzionare dato la sua super gentilezza nell’ospitarmi, e nell’ essere stato con me fino alla fine in aeroporto il giorno dopo.
11951131_1254151961277727_3431910599041648990_nChe dire di altro…?
Anche se non sono entrata molto nei particolari, posso dirti che sono stati dei giorni bellissimi e indimenticabili.
Ci sarebbero un sacco di aneddoti divertenti, ma ho già scritto tantissimo e se mi fermassi a raccontarli non finirei più e ho un’altra valigia e un’ altra avventura a cui prepararmi.
Però, mentre ero lì, il tempo sembrava scorrere lentamente e riuscivo veramente a godermi appieno ogni singolo momento e la conclusione dei miei pensieri è stata proprio questa: è incredibile come il Tchoukball possa unire così tanta gente proveniente da paesi e culture differenti.
11903908_932709470135278_6803402119246075923_nCi si sente davvero come parte di una grande famiglia.
Inoltre è sempre estremamente bello conoscere nuove persone ed essere per qualche giorno una piccola impronta nel loro mondo.
Sono grata a me e al Tchoukball di questa esperienza, visto che ho avuto modo di
approfondire amicizie e conoscere persone fantastiche…davvero!
Persone estremamente cordiali e premurose, non smetterò mai di dirlo.

Informazioni su puntoregalato

Tchoukball italiano
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