Diari di una Tchoukarovana – Tappa 10 Cervia

IMG_5391Mi sveglio in un letto comodo, spazioso, nella casa vacanze di mia sorella a Lido di Classe, come tante altre volte quest’estate.
Ma questa volta è diverso. In men che non si dica, il salotto si riempe di persone, con facce stanche e occhiaie scure: sono i miei compagni di viaggio.
Un gruppo di “tchouker itineranti” che da dieci giorni ormai condivide tutto, con un’allegria e una naturalezza proprie di amici che si conoscono da anni. Come una macchina ben oliata ci attiviamo e compiamo tutte le mansioni mattutine: colazione, giro bagni con relativo bollettino intestinale (ci tengo a precisare che la sfida per il primo posto con Fergna è stata vinta dal sottoscritto) e preparazione del pranzo.
Essendo l’ultimo giorno, tutto avviene in modo routinario e metodico, un’azione dopo l’altra, come fosse una fotocopia degli altri risvegli. Così per la decima volta ci troviamo a essere in netto ritardo.11892177_910551022314517_4988709314076152105_n E allora via, scendiamo di corsa e saliamo sulla nostra casa mobile, un enorme camper, un Team Autoroller 7, omologato per sette persone, obbligato per giorni a ospitarne molte di più.
Da vero simbolo di quest’avventura si è anch’esso logorato col tempo, arrivando al traguardo affaticato, ammaccato e sporco, rispecchiando un po’ lo stato di tutti noi.
Guida Fergna, gli faccio da co-pilota, e procediamo in direzione Cervia, per la tappa finale, al Bagno Jacarè.

IMG_5396    IMG_5548
Arrivati a destinazione mi aspetta una doccia fredda.
Incrocio casualmente il proprietario dello stabilimento che sta andando via in bici, per andare a godersi il suo giorno di ferie; due chiacchiere e capisco che aveva fatto confusione sulla data dell’evento.
Subito mi agito e cerco di capire se ne deriveranno problemi, spaventato dalla possibilità di non chiudere in bellezza un tour finora senza intoppi, proprio nella tappa di casa.
11951104_910551278981158_383624943022743102_nLe cose non vanno esattamente lisce, ma il risultato viene ottenuto lo stesso: i campi al tchoukball, e il beach tennis a riposo per un giorno.
Ci possiamo quindi dedicare al nostro compito, la diffusione del tb, così creiamo due campi, un po’ stretti, ma comunque belli e suggestivi per i passanti. Per tanti giorni abbiamo dato il massimo per ottimizzare le nostre dimostrazioni, facendoci prendere a volte dall’ansia da prestazione e dal nervosismo; questa volta no, siamo tranquilli, sappiamo che abbiamo fatto un ottimo lavoro, così pensiamo solo a giocare sereni, lasciandoci aiutare nella diffusione dai tanti amici che ci hanno raggiunto in quest’ultima tappa.
E allora otteniamo l’ennesimo ottimo risultato, perchè la gente non viene incuriosita dai tiri, dalle difese e dai tuffi, bensì viene attirata dai nostri sorrisi e dal nostro divertimento, pensando: “wow, quelli lì sembrano entusiasti di quello che stanno facendo, voglio provare”.
11904720_910551328981153_755019855050417058_nCosì per tutto il pomeriggio si susseguono partite, tra giocatori esperti e non, senza mai sosta, dall’ora di pranzo sino al tramonto.
Ne approfitto fino all’ultimo, per sfruttare appieno ogni momento di gioco, perchè ho la fortuna di giocare con tchouker molto più forti di me.
Devo ammetterlo, questa cosa ha rappresentato per me un valore aggiunto in questi dieci giorni, perchè mentre davo il meglio per mostrare al meglio lo sport ai passanti, avevo la possibilità di diventare ogni giorno un giocatore migliore, imparando da maestri d’eccezione, cercando di studiare e copiarne le mosse.

IMG_5463  IMG_5428

Pian piano il sole cala, spariscono palloni e pannelli e gli amici accorsi ci lasciano per tornare alle proprie città.
Così si torna alla nostra intimità, un’intimità di 10 persone.
Non ancora sazi di stanchezza ci tuffiamo in mare sotto la luce della luna piena (Cacu l’aveva predetto), per condividere l’ultimo bagno insieme.
Ancora una volta ci crogioliamo nella nostra sensazione di aver fatto un gran lavoro e ci rilassiamo rievocando alcuni dei momenti più divertenti, in particolare le gag della Timo, unica assente del gruppo (sempre presente grazie alle perle sfoderate prima di partire).
10505281_910553465647606_9167994393145253157_nCon i nostri soliti tempi biblici ci prepariamo per tornare a Forlì, ultimo stazionamento prima dei saluti.
Ad aspettarci c’è l’ennesima cena leggera, pizza e birra.
Le palpebre si chiudono e le gambe sembrano cedere, ma da bravi testardi ci ostiniamo a uscire per l’ultima volta, per tentare di mantenere la promessa fatta a Cacu di una serata ignorante da ricordare.
Ci proviamo, ma le pinte di birra non ci risollevano, anzi ci danno il colpo di grazia ricordandoci che abbiamo dato fondo a tutte le energie.
Ancora una volta mi addormento in una panchina; ormai i compagni mi danno del narcolettico, rispondo che in realtà riposo spesso gli occhi.
Si torna a casa, malinconicamente sgomberiamo la Tchoukarovana dei nostri oggetti, facendolo tornare a essere un normale camper, solo particolarmente sporco.
cerviaSono le 4 ormai, rubo un sacco a pelo e mi fiondo a dormire in balcone.
Tra due ore la sveglia, per pulire la bestia e riconsegnarla.
Alla tristezza dei saluti penseremo domani, ora un ultimo sorriso prima di addormentarmi, perchè so che questa è stata l’Avventura con la A maiuscola, quella che per anni continuerai a raccontare.

Davide

Informazioni su puntoregalato

Tchoukball italiano
Questa voce è stata pubblicata in TchouKarovana. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...