Diari di una Tchoukarovana – Tappa 8, San Benedetto del Tronto

kevin 1Ne valeva la pena.
È una frase che solitamente si usa a conclusione di un discorso, ma sono due giorni che mi gira per la testa.
È valsa la pena.
Uscito di casa col buio, avendo dormito pochissimo per l’agitazione di perdere il treno, si parte alla volta di Roma, metropolitana, arriva il treno per Pescara.
Lungo viaggio fin lì, cambio per San Benedetto del Tronto, penso: “ce l’ho fatta!”. Ma ora il sole è alto e si diverte a rendere il tratto a piedi tra la stazione e la beach arena decisamente più impegnativo.
Parte la sfida tra me e il cellulare a chi finirà per primo le energie, dato che stavo pendendo dalle labbra del navigatore. Vedo come un miraggio il cartello con su scritto “Let’s tchoukball!”.
Durata complessiva del viaggio: otto ore.
Vengo subito accolto dai sorrisi di Fergna, Qiqqo, Dade, Cate, Miky, Sofi, Ire, Cla e Chiara. Si stanno mettendo a tavola e da subito ho avvertito una meravigliosa atmosfera di famiglia. kevin 3 Già da lì ho iniziato a pensare che ne fosse valsa la pena.
Da quel momento in poi è passato tutto molto velocemente, fuori devo essere sembrato contento ma dentro ero eccitato per ogni singola cosa che stesse succedendo: cavolo, ho giocato una partita dimostrativa insieme a dei giocatori della nazionale!
Poi al lavoro per insegnare il gioco a ragazzi e adulti, cerco di osservare ogni dettaglio della loro spiegazione per poi utilizzarli quando sarà il mio turno.
Conosco l’allenatore della nazionale maschile e il presidente della federazione, mi ripeto nel dire che fuori sembravo contento ma dentro esplodevo di gioia!
Sono tutti felici di vedermi lì e con una punta di vanità sono orgoglioso di questo, perché dopo quattro anni di porte chiuse è stato bellissimo vedere che finalmente questa strana passione inizia a darmi soddisfazioni.kevin 4
Nel conoscerli e nel vedermi ci siamo dati la carica a vicenda e per quanto mi riguarda ha ripagato tutti gli ostacoli e tutte le prese in giro che è destinato a subire chi, come noi, ha delle passioni diverse da quelle comuni.
Ci spostiamo col camper in un posto più tranquillo e sono stati gentilissimi a lasciarmi il letto più comodo.
Ma non è bastato.
Al risveglio ho avvertito tutte le conseguenze del viaggio e del non fare sport per quattro mesi.
Si parte verso Falconara Marittima, durante il viaggio si inizia a progettare una dimostrazione e addirittura un torneo a Roma, questo sogno folle inizia a prendere una forma e a concretizzarsi!
Arrivati, preparato il campo, ultimi due scambi prima di andar via, bagno, “Schiaccia sette”, doccia calda (che in realtà è stakevin 2ta fredda).
Ho esattamente quattordici minuti per raggiungere la stazione prima che parta il mio treno.
Saluto in fretta tutti quanti, corsa a perdifiato, faccio il biglietto, salgo al volo a bordo e il treno parte.
Ora scrivo da un sedile blu di un regionale veloce (quindi impiegherò meno di otto ore per fortuna), devo ancora realizzare cosa mi sia successo, sembra come fosse un sogno.
Un grazie di cuore ai miei compagni di tchoukarovana e a tutti quelli che si impegnano per diffondere questo sport che mi ha fatto conoscere tante persone meravigliose.
Un saluto dal vostro tchouker romano,

Kevin.

Informazioni su puntoregalato

Tchoukball italiano
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