Diari di una Tchoukarovana – Tappa 7, Ortona

chiara 1C’è qualcuno che bussa in modo insistente alla porta del camper. Ma non è ancora l’ora di svegliarsi perchè la suoneria del cellulare è muta. I miei occhi sono incollati e fatico ad aprirli, proprio non ce la faccio. Il più vicino si alza ed apre la porta. Riconosco una voce mentre nel camper tutti si svegliano. E’ la voce di Timo, che si è alzata per partire e tornare a casa a studiare. Sono molto stanca e vorrei poter continuare a rimanere immobile a sognare ma non posso non abbracciarla, proprio lei a cui voglio un sacco di bene. Così mi alzo e gli occhi finalmente intravedono la luce che entra dalla finestra, le persone già in piedi e quelle che, come me, invece sono più restie ad uscire dal letto.
Timo ed io ci abbracciamo ed è bello e triste insieme, perchè penso alle persone che son partite e a quelle che ci raggiungono per un breve tratto del viaggio e poi se ne vanno. Nel frattempo una lacrima scende silenziosa e attraversa la guancia. chiara 2Quanto è forte l’amicizia. L’abbraccio è sincero, ha un tempo giusto, non è breve, né lungo, e in questo è in grado di racchiudere tutte le emozioni toccate in questo periodo. Terminati i saluti è ora di uscire e incominciare la giornata.
Oggi è il 25 e siamo ad Ortona.
Per la prima volta riesco, insieme a tutti, a far colazione seduta ad un tavolo.
Poi subito a far le faccende: spazzare il pavimento del camper, raccogliere i teli stesi, svuotare il bagno, lavare i piatti usati e ricaricare tutto in direzione mare.
Dopo un breve viaggio tra tornanti e panorami stupendi arriviamo a destinazione e ad aspettarci ci sono Bicia, Patrizio, Elena e Nic, che allargano il nostro gruppo ancora di più.
Oggi è una giornata davvero molto calda, il sole picchia tanto e non ci sono nuvole in cielo.
Sistemo il campo, mentre Cate, Chicco e Dade tentano invano di estrarre i due pali che sorreggono la rete di pallavolo. Esausta e sudata mi tuffo in acqua e scatta una partita a chi fa più punti superando con il lancio della palla la barriera di persone che formano un muro difensivo.

chiara 5 Nel frattempo penso a quanto sia bello essere qui. Mi sto divertendo in questa carovana. La fatica e la stanchezza non restano in secondo piano, ma l’energia che respiro è in grado di cancellare tutto. Non credevo sinceramente d’incontrare tanto entusiasmo. Mi mancavano molto “trasferte” così lunghe con il tchoukball. Con il trascorrere degli anni è difficile mantenere alta la voglia di giocare, perchè si cambia, si cresce e le priorità spesso diventano altre, e questi viaggi sono per me come piccole pillole di carica. Quando gioco ho energia da vendere, non penso a nulla, ho di fronte a me solo nove amici che danno il massimo per ogni palla e io mi sento forte, perchè sono qua per questo, per trasmettere quest’entusiasmo di squadra.
Ora che è pomeriggio solito giro lungo la spiaggia a “impezzar gente” a più non posso.
chiara 3Poi finalmente si gioca: partita dimostrativa quattro contro quattro. Il pubblico è tanto sin dall’inizio, ci son piccoli ma anche grandi che osservano e sorridono con noi. Giunge il momento di far provare a chi vuole il passaggio, il tiro e la difesa. Oggi inizio con il gruppo dei grandi che fremono dalla voglia di fare una partita. Sono bravi, si impegnano e tra loro ci sono anche due ragazze molto in gamba. Ora non occorre che io giochi, così mi avvicino al pubblico che passa cercando di attirarlo o, semplicemente, per scambiar due chiacchiere. Ma ho bisogno anche di vedere i più piccoli all’opera ed è proprio qui che trovo, come solo i bambini san fare, la spontaneità, la leggerezza e l’instancabilità. Tra i piccoli che giocano con noi, Matteo e Lucia: lei è molto carina, lineamenti esotici e ha occhi che richiedono affetto. Lui invece un volto vispo, da bravo furbetto e un fisichino da piccolo ginnasta, che chissà mai se riuscirò a portare alla P.G.F (palestra ginnastica Ferrara).chiara 4
Quando il sole ormai è dietro le colline cammino verso i miei compagni d’avventura per le ultime foto e per salutare i ragazzi che oggi han condiviso la giornata sul campo. L’ultima persona che abbraccio è Marco, un mio compagno di classe, incontrato dopo anni per caso proprio qua, in Abruzzo.
Anche questa giornata è trascorsa positivamente. Ora ci attende la solita doccia di un minuto, un aperitivo di pizza e arrosticini per tutti. Sono davvero contenta di quest’avventura e non ho paura finisca, perchè so che mi sta dando tanto e che ancora potrò raccogliere insegnamenti da chi ho a fianco.
Chiara


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Tchoukball italiano
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