Diari di una Tchoukarovana – Tappa 6, Termoli

TimoSesta tappa, Termoli, unica localiità molisana che tocchiamo con la carovana. Arriviamo in città all’1 e 30 di notte, dopo l’impegnativo ritorno da Vieste, incredibilmente sani e salvi nonostante guidassi io il camper! Intanto la Miki recupera Welsh che nell’attesa si era accampato ad una fermata del pullman e ora siamo addirittura in 12.
Nonostante l’ora tarda decidiamo comunque di fare un giro e scopriamo la parte più antica della città, in cui spicca un imponente bastione da cui ci godiamo la vista di tutta la baia illuminata.
E finalmente, alle 4, cadiamo tra le braccia di Morfeo.

La sveglia è traumatica, Cacu irrompe in camper alle 7 cantando a squarciagola una canzone di Tiziano Ferro (o almeno così mi pare dato che ero abbastanza rimbambita): è il momento più triste, quello dei saluti, dato che deve tornare a Forlì per lavoro, ma ritornerà per la tappa finale a Cervia. Io e Cacu prima di partire eravamo poco più che conoscenti, ora invece dopo una settimana ho la sensazione di essere amici da anni e so già che la sua assenza si farà sentire.

timo 3Un po’ rattristati ci concediamo ancora un paio di ore di sonno e poi via verso il Lido Gabbiano. Veniamo accolti con calore e mentre stiamo allestendo il campo base ecco la sorpresa della giornata: arrivano Marco e Davide, due ragazzi che avevamo incontrato durante la tappa a Vasto e che pur di non perdersi questa occasione hanno anche rinunciato alla gita ad Acqualand! Grazie all’aiuto dei nostri nuovi amici io e Fergna iniziamo a far giocare i primi coraggiosi bambini che voglio provare: i piccoletti sono svegli e riusciamo quasi subito ad imbastire un monopolare.
Arriva l’ora di pranzo, tutti corrono a riempire la pancia mentre noi ci godiamo un timo 2 bel bagno rilassante; Marco si unisce a noi, e nonostante l’indomani abbia la prova per il recupero del debito di scienze preferisce passare la giornata insieme al nostro gruppo di pazzi.
Per pranzo andiamo nel nostro ristorante preferito, da Chef Dade, e senza nemmeno il tempo di una pennichella, ritorniamo subito all’opera: alcuni di noi passano in spiaggia per impezzare gente e invitare a vedere la partita dimostrativa, altri rimangono al campo.
I bimbi si sono moltiplicati e subito si fa partita. Sono finalmente le 16 ed è l’ora del big match dei nazionali: incredibilmente il pubblico è numeroso e alla fine dell’incontro allestiamo un secondo campo per i ragazzi più grandi: ci sono gli amici di Marco e Davide, alcuni genitori e ragazzi che abbiamo accalappiato in spiaggia. In un batter d’occhio si fanno le 19 e su timo 4entrambi i campi da tre ore si sta giocando il più grande dei derby da spiaggia: nudi vs vestiti. Siamo alla fine della giornata di tchoukball, regaliamo braccialetti per tutti i giocatori, biglietti da visita peri i genitori incuriositi e i buoni per Rimini per le squadre dei ragazzi. Anche questa giornata è stata un successone, i complimenti da parte del gestore dello stabilimento ci galvanizzano e ripartiamo alla volta di Ortona con il morale alle stelle, nonostante la fame e la puzza dato che non abbiamo ancora fatto la doccia.
Mentre siamo in autostrada sfioriamo l’incidente: c’è un’auto in panne, siamo in un tratto senza corsia di emergenza e non illuminato e un tizio, senza pettorina catarifrangente, nè triangolo, ha la brillante idea di mettersi in mezzo alla corsia e sventolare una bandiera per segnalare l’auto ferma (non ha la pettorina ma ha una bandiera, mah…); io, al posto del passeggero sul camper, riesco a vederlo (da oggi chiamatemi Timo Occhio di Falco) e urlo, allertando l’Ire, che era alla guida, che riesce a inchiodare prima della macchina abbandonata e a quel punto ci accorgiamo che ci sono anche una mamma con il bimbo; interviene allora la Miki che li fa salire in macchina per accompagnarli alla prima piazzola di sosta.
Siamo tutti abbastanza scossi, ci complimentiamo con l’Ire che è stata bravissima a gestire la situazione. Appurato che sia tutto a posto, riprendiamo il nostro viaggio e finalmente alle 22 arriviamo al campeggio a Ortona.
timo 5Finalmente possiamo goderci  una bella doccia calda e molto lunga (3 minuti, cioè circa il quadruplo del tempo a cui ci siamo ormai abituati) e un piatto di pasta; per dessert ammazziamo la mia marmellata e stappiamo la bottiglia di birra che ha portato Chicco per festeggiare il suo primo e ultimo mese senza maionese. Siamo definitivamente distrutti e finalmente alla due riusciamo ad andare a dormire.
Questa è la mia ultima notte qui, domani alle 9 devo prendere il treno per tornare a casa e la tristezza mi assale; domani so già che sarò una fontanella perchè non puoi che avere un groppo in gola quando un’esperienza come questa finisce e io che in queste occasioni sono un po’ piagnona il groppo in gola ce l’ho già adesso.
Chiudo gli occhi, per la nostalgia c’è tempo domani, ora lascio ancora un po’ di spazio per la felicità.
Timo

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Tchoukball italiano
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