Diari una Tchoukarovana – Tappa 3, Civitanova Marche

cateAvviso, sarò prolissa, non si può non esserlo con le giornate da 20 ore che abbiamo!
Seconda sveglia a Senigallia (era ieri ma sembra un mese fa), si parte per Civitanova super operativi, in camper si lavora sui social e l’ammiraglia ci guida alla meta… qualche déjà vu panoramico ci fa però capire che qualcosa non va, forse la vista su girasoli e golfi meritava una doppia vista, fatto sta che arriviamo alla meta in ritardo sulla tabella di marcia. Ottimizziamo comunque tutto tra logistica e produzione di materiale pubblicitario: la cosa bella è che stiamo imparando un sacco, tutte cose che nelle prossime edizioni saranno utilissime e anche nel nostro futuro di istruttori e ‘diffusori’, è una crescita continua e un sapersi adattare ogni giorno a condizioni diverse.cate 2
Dopo la Botta(!) di fortuna nel posteggiare il camper di fronte al bagno, il bucato delle divise e un pranzo di avanzi , si avvicina il pomeriggio; la spiaggia però rimane pressochè deserta, un altro mondo rispetto a Senigallia. Scopriamo che infatti che le spiagge sono frequentate molto più la sera, la spiaggia sassosa rende difficile un po’ di gioco dimostrativo in spiaggia libera, e qualche nuvola scoraggia i pochi che si sono avventurati sui lettini. Anche la pavimentazione sarà una sfida, niente sabbia, ma un durissimo selciato di pietroni.
L’umore resta alto, Mirco, Davide, Chiara e Ire vanno in spiaggia a imitare i pr delle discoteche di Ibiza, mentre Fergna riesce subito a conquistare alcuni ragazzini del luogo, che provano a giocare e ci promettono che dopo la loro lezione di beach tennis lì accanto torneranno.. sempre dalle 16 (l’evento era fissato per le 17), conquistiamo anche alcune bimbe civitanovesi, entusiaste e brave.cate3
Nel complesso? Meno gente ci ha visto (genitori, diversi bambini, alcuni giocatori di beach tennis, i musicisti della sera e gli avventori dello stabilimento) rispetto a Senigallia, ma c’è stata una partecipazione differente. A Senigallia abbiamo coinvolto tanti bambini, ma che magari (a parte qualche affezionato) non restavano che per il tempo di una breve partita, e nessuno di loro era del luogo. cate4Qui invece ci siamo trovato con bimbi (e non solo) civitanovesi, che sono rimasti con noi dalle 16 alle 19-20 (solo perchè trascinati via dai genitori), alcuni dei quali sono tornati dopo cena per vedere se c’era ancora da giocare, altri invece ci hanno cercato al camper mentre caricavamo per ripartire. Paradossale, Fergna ‘impezzato’ sul tchoukball e non ‘impezzatore’. Quasi non riuscivamo a partire, dall’entusiasmo e dalla curiosità che mostravano, e abbiamo promesso loro che avremmo contattato la loro insegnante di ginnastica – da loro, in cambio, la promessa di venire a Rimini. Nota di merito alle bimbe che si avvicinano al tchoukball, brave e con il giusto spirito!
11873379_906731596029793_1121763874684134119_nDue tappe così diverse, entrambe belle, utili e significative a modo loro. Siamo riusciti a farne uscire qualcosa di buono nonostante le premesse, e questo lo dobbiamo a un poco di fortuna, ma soprattutto all’ottimo gruppo ben assortito che siamo.
Non è facile vivere in simbiosi, in stretti spazi, per dieci giorni. Siamo tutti però in sintonia, la stiamo vivendo con impegno e non con superficialità, ci divertiamo ma sappiamo che se qualcosa va storto siamo noi i primi a rimanerci male, e ci viene naturale dare il meglio di noi stessi.. credo che le tante persone che ci hanno incontrato lo abbiano notato subito. Anche tra di noi, riusciamo a mediare, ad andare oltre le varie opinioni, siamo umani e le divergenze non mancano, ma l’obiettivo è comune. 11259115_906731756029777_9077366594344590327_nMi chiedono spesso se siamo una squadra unica, e mi viene ogni volta l’istinto di dire di sì – e spesso non capiscono la strana cosa che veniamo da mille città diverse, vista la sintonia che mostriamo – nonostante la nostra eterogeneità (nuovi arrivati, vecchie glorie che tornano, storici della vecchia scuola..).
Non paghi, continuiamo a giocare dopo che i bimbi ci lasciano, fino a una partita notturna non prevista durante il sound check del gruppo della sera. Docce all’aperto (sì, perchè sarà pur chiamata una vacanza, ma non si può dire che non siamo degli accampati!), cena, foto con Matteo, l’eccentrico e disponibilissimo gestore del Summer Hank, e si parte per l’odissea notturna verso Vasto. Tappe in autogrill, guida fino a notte fonda, parcheggi in spazi minimi, sonni travagliati. Ma già siamo pronti per una nuova tappa, che promette davvero bene!

11949555_906731799363106_6850968061056808907_nP.S. Un grazie a Botta, che ci è venuto a trovare a sorpresa, e Bona, che per ben due tappe ci è stato di aiuto (sacrificando anche un dito)!
(la scrittura di questo articolo è stata interrotta da un Fergna insanguinato che torna da una difesa in ginocchio su una conchiglia, nulla di che, tranquillizzo i fan, (momento splatter a parte), ma è uno spettacolo vedere che mentre Timo lo sistema lui sia capace di dire solo “l’importante è che oggi pomeriggio possa giocare!”).

Cate

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