I mondiali di Fergy: 6° giorno – Aspettando il tifone

11822804_10207787854480606_7390802475351084978_nDa quando siamo arrivati qua, anzi già da prima, eravamo stati informati del di un tifone.
Mentre ci muovevamo tra una palestra e l’altra per giocare le nostre due partite giornaliere, eravamo continuamente informati delle precauzioni da prendere perchè in serata sarebbe arrivato il tifone.
Finita quindi l’ultima partita, dopo aver partecipato al technical meeting, ci siamo precipitati in albergo. Volevamo vedere il tifone. Ci siamo ritrovati tutti nella hall dell’albergo, con anche vari giocatori delle altre squadre e ci siamo armati di birrette e cibo, e ci siamo messi ad aspettare.
Le notizie che arrivavano da Taipei non erano rassicuranti, una bimba morta sbalzata in mare, migliaia di persone sfollate. Poi alle dieci arriva la notizia ufficiale: partite del giorno successivo annullate per ordini governativi legati alla sicurezza nazionale, scuole e posti di lavoro chiusi, trasporti pubblici interni interrotti. Fermi in hotel abbiamo cominciato a ironizzare sul tifone: fuori c’era solo un po’ di vento. La serata è passata in allegria, ha cominciato a piovere un po’ e alle due e mezza, quando erano rimasti solo gli italiani, gli inglesi e i francesi, come nelle barzellette, siamo andati a dormire un po’ delusi.
Il tifone in realtà è arrivato in ritardo, e stamattina in tarda mattinata il vento e la pioggia si sono fatti più forti. Io e Deso, l’altro allenatore, abbiamo fatto la follia uscire e raggiungere l’Howard Hotel, dove si stava tenendo una riunione importante, e dove dovevamo presenziare per chiarire alcuni punti rispetto al pagamento del mondiale, così abbiamo girato la città in taxi in mezzo al tifone, per strada scooter ribaltati, rami e alberi e anche qualche pezzo di cornicione.
Si chiama Super Tifone Soudelor, vi invito a cercare un po’ di notizie su internet, la sua forza è paragonata a quella dell’uragano Kathrina. Nella foto qua sotto una foto dell’altro ieri del tifone scattata dalla stazione orbitante della Nasa.
Sappiamo di essere in una zona periferica del tifone, e comunque la situazione sembra sotto controllo. Rimane l’interrogativo partite: quando riprenderanno? Come recupereremo una giornata mancata? Come avranno vissuto i taiwanesi un giorno intero senza poter giocare a tchoukball?
E così, mentre fuori c’è l’inferno, il clima in albergo è surreale e giocoso, fuori dalla mia camera i koreani e i francesi hanno inventato un gioco con un cestino della spazzatura, tipo basket, a squadre e hanno occupato tutto il piano, giù nella hall italiani chiassosi e altri asiatici che non riesco a ricordare a che quadra appartengono, le altre squadre probabilemnte mescolate sui vari piani, le inglesi ogni tanto provano a uscire e tornano poco dopo fradice, forse voglio far vedere un po’ di tette in questo paese di assi da stiro.
Non giochiamo ma ci stiamo divertendo comunque…

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