Influenza azzurra

influenzaEsistono mali di stagione che un’aspirina può curare in una notte e mali che ci vuole magari un antibiotico per farli guarire. Questo è attualmente un male stagionale, che chiamerò “influenza azzurra”, che se però lasciato correre può diventare qualcosa di più grave, fastidioso, cronico. Oggi si è giocata l’ultima fase del campionato cadetto e in contemporanea c’erano anche gli allenamenti azzurri. Nel girone nord-ovest tre squadre si giocavano i due rimanenti posti ai play off mentre l’unica squadra già classificata aveva il giocatore più forte convocato agli allenamenti azzurri. Questa concomitanza ha portato una scelta che il giocatore Elio Kovi ha dovuto fare. La scelta di Elio è stata la nazionale e non mi sento di biasimarla o criticarla ma però mi pone un quesito che vorrei che la FTBI, in quanto primario, risolvesse: è più importante l’impegno di club o l’impegno azzurro? È questa la domanda che vorrei porre a chi dovrebbe risolvere il quesito in quanto questa scelta personale di Elio ha di sicuro influenzato, come un male stagionale, il campionato cadetto del girone Nord-Ovest e non solo. Ha influenzato di sicuro il livello del gioco del proprio club che si è trovato una scelta tattica in meno che poteva avere tranquillamente a propria disposizione; ha influenzato un risultato, 3 punti di distacco sono pochi e un azzurro si spera che possa fare la differenza a certi livelli; ha influenzato nel bene e nel male delle qualificazioni; ha influenzato il gioco in campo; ha influenzato, di sicuro perché l’ho visto, l’animo di qualcuno… Un piccolo male che però va in qualche modo risolto: se si accavallano impegni della FTBI con impegni dei club voluti dalla FTBI un tchouker che sta fra l’incudine e il martello che deve fare? Un club che sta fra l’incudine e il martello come si deve comportare col proprio tesserato? Io club devo fare l’orso cattivo proibendo al mio atleta di giocare in azzurro, rischiando di perderlo la prossima stagione perché passo da padre-padrone che vuol tarpare le ali; oppure devo assecondare le sue esigenze agonistiche personali mettendole al di sopra di quelle di squadra barattando una vittoria facile per una possibile sconfitta? Io tchouker forte devo fare il semplice giocatore e seguire il mio ego agonistico; oppure devo puntare a fare il leader ed a crescere, magari molto di meno, coi miei compagni? Di sicuro oggi un campionato è stato influenzato da questo dilemma. Sarebbe bello e giusto che la FTBI chi prescrivesse una bella ricetta chiara utile per il futuro, magari creando una propria personalissima classifica dove dice chiaramente che per lei predilige club o tesserato. Una scelta chiara che gli stessi organi federali siano i primi a rispettare. Qualora ci fosse stata una scelta a monte, in questo specifico caso, poteva essere l’allenatore della nazionale ad obbligare il giocare a fare ciò la FTBI voleva che andasse fatto liberando così i diretti interessati (tchouker, club e terzi di qualunque sorta) da scelte spiacevoli, discutibili, e impopolari.

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