INTERVISTA AL CAMPIONATO: Davide Fabbri ci presenta il Forlì No-Stop

La serie B ha visto il debutto di due realtà Ravenna e Forlì.
Abbiamo deciso di scoprire la loro prima volta e di conoscerli un po’ meglio.
Oggi conosciamo Forlì grazie al tchouker Davide Fabbri.

Ciao. Partirei col chiedervi come le vostre realtà hanno conosciuto il tchoukball?
1384242_758200364229210_2245525799750856219_nPer noi la scintilla è nata ai Mondiali Antirazzisti, a Castelfranco Emilia.
Eravamo in 3 di Forlì: uno di noi l’aveva sentito nominare tra i tanti sport presenti, così, intrigati dal nome, decidemmo che dovevamo assolutamente provarlo, pur non avendo idea di cosa si trattasse.

Mi presenti la tua squadra?
Più che volentieri, ecco chi siamo:
Christian Minotti MINO: ex calciatore, vicepresidente della società, socievole con tutti, in qualunque situazione. Ottimo in attacco, pessimo in difesa a causa del ginocchio malandato. Sta lavorando per diminuire il suo agonismo in campo.
Mirco Cacucci CACU: calciatore attivo, presidente della società, non ha un attimo di respiro per quante cose fa. Rispecchia già alla perfezione i valori dello sport, ed è sicuramente uno dei migliori in squadra.
Davide Fabbri DADE: ex calciatore, ora dirigente per colpa del ginocchio fuori uso; insieme ai primi due ha dato vita al tb a Forlì a partire dall’esperienza dei Mondiali Antirazzisti. In campo vive per difendere.
Zoli LISA: inizia la sua esperienza per caso, per fare numero a uno dei primi allenamenti. Da allora, nonostante l’insicurezza iniziale, non ha mai saltato un allenamento, dando il massimo per migliorare. Salta purtroppo il debutto per un dito rotto in allenamento.

10407282_10205529119216162_2480914354581501311_n Furlani Maria CHIARA: calciatrice, prova il tb a una manifestazione in piazza a Forlì. Tutti i giocatori veterani delle altre città presenti la etichettano come talento; anche lei ottimo tiro e difesa da rivedere.
Luca Bonamici BONA: pratica Taekwondo, atleticamente impressionante. E’ già innamorato follemente dello sport, anche lui ottimo in attacco e pessimo in difesa (strano).
Giulio Solfrini SOL: ultimo acquisto in squadra, ma primo per dedizione e voglia. Gioca da centrale e sta già cercando di specializzarsi nei passaggi no-look, ancora prima di fare bene quelli normali. Forse un giorno riuscirà a dire ‘con’ al posto di ‘contro’.
Luca Dalla Bella SAPO: per scherzo, in allenamento dopo una ricezione sbagliata, lo chiamammo ‘Saponetta’, da allora purtroppo ha un blocco psicologico per cui non riesce più a trattenere un pallone tra le mani. Nonostante questo è tecnicamente bravo e intelligente in campo
Micheal Maltoni MALTO: portiere di calcio a 5, unico mancino in squadra. Tanta forza nei tiri quanta confusione in testa, talento grezzo su cui ci sarà da lavorare. Purtroppo anche lui ha saltato il debutto per malattia.

Che tipo di realtà siete?
L’A.S.D. Pol. Forlì No-Stop è una polisportiva giovane (abbiamo appena festeggiato il secondo compleanno della società), con dirigenti tra i 24 e i 28 anni.Ci occupiamo di organizzazione d’eventi, sportivi e non, e della gestione di squadre di diversi sport, tra cui calcio a 5, calcio a 7, calcio a 11, basket e finalmente tchoukball.

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La prima volta com’è andata con questa disciplina?
Traumatica, venivamo da 3 giorni di sport ininterrotto e di serate decisamente sopra le righe. Riuscivamo a malapena a muoverci, figuriamoci saltare o andare in ginocchio. Per rendere l’idea basta pensare che siamo riusciti a far perdere Fergna, che per sua sfortuna era capitato in squadra con noi. Eppure era già amore, non avremmo permesso che la nostra esperienza si concludesse lì.

Che vi ha conquistato di questo sport?
10868289_854178104604647_2857937756403555247_nNon voglio sembrare sdolcinato, ma praticamente tutto. Le persone che ci hanno accolto, lo spirito, le regole stesse, il fatto che sia uno sport incentrato sulla spettacolarità delle azioni e non sull’agonismo e la voglia di prevalere sugli avversari. A me personalmente ispirava inoltre l’assenza di contatto fisico, speravo infatti di abbandonare i sistematici infortuni che subivo a calcio; finora mi è andata bene, lo stesso non vale per la povera Lisa che se ne è uscita con un dito rotto al terzo allenamento.

Com’è nata l’idea di giocare il campionato di serie B così impegnativo da vedervi spaziare per mezza Italia?
Quale modo migliore di non lasciare morire l’infatuazione iniziale, se non quello di prendere subito la cosa seriamente e iscriverci al campionato? E poi diciamocelo, girare l’Italia non è un impegno, è uno spasso.

Mi raccontate la vostra prima partita di campionato?
Visti i numerosi infortuni e imprevisti dell’ultima ora, ci siamo presentati al campo in 7, impauriti e tesi per il debutto. Giocavamo con i Blue Wallers, che fin dal riscaldamento si sono dimostrati super disponibili nel dispensarci consigli e dritte su dove migliorare.In partita hanno dimostrato poi rispetto giocando al meglio delle loro potenzialità, suonandocele di brutto, come ci aspettavamo sarebbe successo.Ci siamo comunque spremuti dando il massimo dal primo all’ultimo minuto, nella nostra quasi comica disorganizzazione, provando una gran soddisfazione ad ogni punto realizzato o difesa riuscita.

Che cosa avete provato al debutto?
1475824_854178901271234_4999811342246330380_nIndubbiamente stanchezza, abbiamo disputato 3 partite in un giorno senza possibilità di cambi, con diversi giocatori in campo che più che il fisico dell’atleta avevano il fisico del capotavola. Scherzi a parte ci siamo divertiti da matti, ma sopratutto abbiamo compiuto quel piccolo balzo di mentalità che ci serviva, per smettere di considerare il tb uno sport secondario o un’occasione per fare baldoria, e iniziare ad affrontare con più impegno il nostro percorso di crescita.

Vi siete dati degli obbiettivi particolari per questa esperienza sportiva, e se si quali?
Sarò sincero, la squadra è piena di elementi ambiziosi, quindi di certo non staremo con le mani in mano.Al tempo stesso non siamo degli illusi, quindi abbiamo fissato l’obiettivo, secondo noi realizzabile, di migliorare il più in fretta possibile, facendo tesoro delle batoste che prenderemo quest’anno, per poi cercare di essere subito competitivi al via della stagione 2015/16. Inutile precisare che non saremo concentrati solo su allenamenti e partite, daremo altrettanta importanza al divertimento fuori dal campo, alle gite, alle serate,alle nuove amicizie e ai terzi tempi; ma quelli non li consideriamo obiettivi, fanno già parte del nostro modo di vivere lo sport.

Avete incontrato finora dei tchouker. Da quel che so Empoli in campionato e Ferrara nelle varie manifestazioni. Che impressione vi hanno fatto?
10885109_854177204604737_196002623100670188_nSfondate un portone aperto per noi. Noi di Forlì siamo in pratica figli dei Ferraresi, in particolar modo dei fratelli Fergnani e della Cate, che ci hanno fatto amare lo sport dal primo momento. In questi mesi poi si sono fatti in quattro per noi e si sono rivelati disponibili a qualunque nostra esigenza; lo stesso vale per i loro compagni che con grande entusiasmo sono venuti a Forlì per dimostrazioni o allenamenti, non facendoci mai sentire soli nei nostri primi passi. Anche per il rapporto con i ragazzi di Empoli non possiamo che dirci entusiasti. Si è subito creato un bel legame, ci hanno aiutato a migliorare il più possibile e ci hanno fatto sentire i benvenuti in questo campionato. Non vediamo l’ora che sia il 29 per venire al torneo su sabbia di Ferrara, così da riincontrare gli amici di entrambe le città.

Il tchoukball è uno sport che si caratterizza per la “Carta del tchoukball”. c’è qualche passaggio di questo documento che vi ha particolarmente colpito? Ad esempio, per me, è stato il concetto “con” e “contro”. Quando me l’hanno spiegato, perché personalmente era una sfumatura che non avevo capito, mi ha aperto un nuovo sguardo sullo sport…
10801774_854176041271520_3710092353358799667_nAnche noi abbiamo riflettuto molto, grazie all’imbeccata di altri giocatori veterani, sulla differenza tra con e contro. L’altra parte che ci intriga di più è quella sul superamento del concetto di Fair Play, perchè effettivamente quando uno di noi scende in campo, prima di pensare di essere parte di una squadra di 7 giocatori, pensa di far parte di un gruppo di 14 persone in campo per divertirsi, tutti alla ricerca del bel gioco e delle azioni spettacolari. Così diventa naturale confessare di non aver trattenuto un pallone in difesa o di aver compiuto un’infrazione in un’azione d’attacco quando l’arbitro non se ne accorge. La divisione dei giocatori in campo in due squadre ha un valore molto meno marcato che negli altri sport. Seppur possa sembrare una piccolezza, anche il fatto di non avere una metacampo per squadra (regola comune agli altri sport a squadre a punti) è in sè per sè un’idea geniale; non c’è un ‘noi di qua contro voi di là’, bensì un unico ‘noi’ in un unico campo.

Mi hanno riferito che voi praticate diverse altre discipline. Che differenze avete notato con gli altri sport che “frequentate”, non solo dl punto di vista di gioco ma anche a livello organizzativo e strutturale?
10639573_10205031307530181_2508649178708214554_nSì, gestendo in toto la polisportiva viviamo sulla nostra pelle sia le differenze in gioco che quelle a livello strutturale. I costi non sono assolutamente paragonabili: abbiamo due squadre nei campionati di F.I.G.C. di calcio e calcio a 5 che affrontano dei costi vicini alle 5 cifre all’anno. A confronto buttarci nel tb è sembrata una boccata d’aria. A livello di organizzazione le differenze sono poche, niente di nuovo rispetto agli altri sport; il grosso del lavoro di una polisportiva avviene in contesti che prescindono il singolo sport, soprattutto a livello burocratico e fiscale, quindi aggiungere uno sport ci è pesato relativamente poco. La vera difficoltà a cui siamo andati incontro è stata la diffusione: chi di noi aveva avuto la fortuna di conoscere lo sport da veri pilastri dello stesso non poteva che appassionarsi, ma cercare a nostra volta di trasmettere quella passione ad altri è stata tutt’altra storia. Per questo ci troviamo ancora nella spiacevole situazione di avere una rosa appena sufficiente, così al minimo imprevisto ne fanno le spese gli allenamenti, che svolti in 6 o 7 non vengono affrontati con troppo entusiasmo. Le differenze a livello di gioco e di mentalità penso siano evidenti a chiunque conosca gli ambienti agonistici più comuni. 1002689_10205099124902246_2674637851216779671_nA tal proposito però voglio dire che noi ci teniamo tantissimo a mantenere la nostra identità e i nostri valori in tutte le discipline che affrontiamo, sia come dirigenti che come giocatori, andando a differenziare anche le nostre squadre agonistiche dallo standard che si trova nei campionati federali. Se incontrate una squadra del Forlì No-Stop state sicuri di trovare un gruppo stupendo dentro e fuori dal campo, a prescindere dai risultati che ottiene.

Ti faccio la classica domande che ad un tchouker il passante fa: mi spieghi il tchoukball?
Eh, bella domanda, naturalmente me l’hanno già fatta centinaia di volte. Ormai mi sono preparato il discorsetto a memoria in cui illustro le regole fondamentali, condendole in qua e in là con frasi tipo ‘è una figata’, ‘devi assolutamente provare’ ecc. Regolarmente finisco poi con la solita frase: ‘lo so che spiegato così su due piedi non rende, ma fidati di me’. Per fortuna qualcuno si è fidato ed ha provato, così è nata anche la squadra di Forlì.

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Se qualche tchouker/sportivo di passaggio si trova dalle tue parti dove può venire a giocare a tchoukball con voi?
Ci mancherebbe altro, non vediamo l’ora di avere nuove persone o colleghi di altre città in campo con noi.Per ora ci alleniamo una volta a settimana, basta cercarci sui social e contattarci, e di volta in volta indicheremo luoghi e orari a chiunque sia interessato.

Informazioni su puntoregalato

Tchoukball italiano
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