Intervista al campionato a … Fabrizio “Izio” Caprani

Terza giornata e Rovello Sgavisc riprende la sua marcia verso lo scudetto.
A seguirlo Los Cornetteros, Castor e Pirates.
Con Fabrizio “Izio” Caprani analizziamo il campionato ma anche la nazionale maschile e la M18.

Ciao Izio, eccoci di nuovo qua a fare due chiacchiere dove io domando e tu rispondi. Dall’ultima volta che ti ho intervista hai uno scudetto in più cucito sul petto. Che sensazione provi ad essere uno dei pochi campioni d’Italia?
10570280_520985708047937_1318424897665421152_Ciao Botta, allora la sensazione è bella, dopo tre anni di duro lavoro abbiamo raggiunto il nostro obiettivo ed è stata una soddisfazione enorme condita anche con la convocazione in nazionale agli Europei in Germania. Per ora ho fatto ancora pochi autografi, ma sai com’è la gente è timida.

Che ricordi hai di quei play off al Palamadonna?
I ricordi sono tanti, avevamo tante pressioni su di noi dopo la debacle dell’anno precedente. Quindi dovevamo vincere. La semifinale l’abbiamo vinta abbastanza agevolmente aiutati anche dall’infortunio di De Santis. In finale siamo partiti un po’ molli. Ma poi ci siamo ripresi e abbiamo finalmente portato a casa il primo titolo davanti ai nostri tifosi. È stato bello vedere l’affetto della gente soprattutto dei genitori dei rovellesi più piccolini che a mio modo di vedere è il vero successo della mia società.

Dopo un anno di vittorie in campionato ecco giunta la prima sconfitta. Nonostante ciò non scricchiola la vostra leadership. Come ci si sente ad essere quasi costretti a vincere per convincere gli altri?
sgavisc 2013-25Ma non dobbiamo convincere nessuno, anzi, credo che ci abbia fatto bene perdere questa partita, soprattutto nel modo in cui l’abbiamo persa. In 6 per un tempo e mezzo con una delle squadre candidate a vincere il titolo. Abbiamo dimostrato di avere ancora le carte in regola per vincere il campionato. Avevamo fuori giocatori di caricatura internazionale come Laura Rebosio, Sara Bernasconi, Stefano Barabani, Stefano Cattaneo e Gian Luca Roberti.

Hai avuto il modo di guardare il Saronno Castor e di provare sulla pelle il Los Cornetteros Ferrara. Conoscendovi che corsa a tre sarà?
Quest’anno il campionato è veramente equilibrato. Vincerà la squadra che arriverà più informa ai play off. I Los Cornetteros con il ritorno di Marco Fergnani hanno guadagnato molto, sia dal punto di vista tattico che sia dal punto psicologico. Hanno tutte le carte giuste per vincere il campionato. Saronno è sempre Saronno. Sono abituati a giocare partite punto a punto e con il ritorno di Aceti possono ritornare a vincere dopo il deludente terzo posto dello scorso anno.

Il Rovello Sgavisc convince in Italia e “delude” in Europa. Secondo te come mai di questa bipolarità della tua squadra?
izio tiroAbbiamo deluso l’anno scorso, soprattutto perché siamo arrivati settimi dopo aver battuto il primo giorno la formazione austrica di Traiskirchen. Le premesse di fare bene c’erano ma poi abbiamo fallito il giorno dopo. Forse la vittoria con gli austriaci ci ha illuso e ci siamo montati un po’ la testa. Una lezione da cui imparare per il futuro.

Cambiamo un bel po’ discorso. Tema Azzurro. Cambiano gli allenatori e tu ci sei. Come ti trovi ora con mister Fergnani?
Con un allenamento è difficile dirlo. Per adesso ho visto gran voglia da parte dei due allenatori. Abbiamo cambiato impostazione di gioco, rispetto agli anni precedenti. La visione ferrarese non mi è dispiaciuta, è un po’ come un ritorno alle origini, infatti sono ritornato a giocare sul pannello a tre come quando giocavo a Limbiate e i primi anni a Rovello.
Andrea Fergnani ci ha spiegato la sua idea di tchoukball ed è stato molto aperto a spiegare eventuali dubbi sulla nuova modalità di gioco.

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Invece di Stezio ed Ema ti sei confrontato negli allenamenti con Kovi e Manichetti che militano in serie B. Come ti sei trovato a giocare con loro e come li hai visti?
Elio lo conoscevo già, infatti sono stato uno dei suoi primi allenatori. È migliorato molto in questi 5/6 anni. È diventato un buon attaccante ed è stato uno di quelli che ha giocato meglio agli allenamenti , forse perché ha giocato con me e Notes a pannello nelle quattro partitelle. No, a parte quest’ultima battuta è uno dei pochi che non ha avuto tanti problemi nel cambio di taglia del pallone. Federico non lo conoscevo affatto, l’ho trovato un ragazzo simpatico e con molta voglia di imparare. Ti avrei saputo dire di più siccome avrei dovuto giocare a pannello con lui nelle ultime partitelle della domenica ma ha dato forfait per infortunio alla mano.

Secondo te è stato giusto aprirsi alla cadetteria?
10407679_10204942473071396_587629247533528849Si è stato giusto. Se un giocatore si merita la nazionale non ci devono essere limiti di serie a impedirne la convocazione.

Quest’estate hai giocato per la prima volta nella nazionale maggiore agli europei in Germania. Com’è stata questa esperienza?
È stato il raggiungimento dell’obiettivo che mi ero prefissato quando ho iniziato a giocare a tchoukball. Possiamo dire che è stata una bella esperienza, l’incoronamento di una stagione da ricordare. L’esperienza azzurra in sé è stata veramente magnifica a partire dagli allenamenti per arrivare infine alla sera di gala, una delle sere più belle della mia vita. Il risultato è stato buono, anche se ci credevamo tutti all’oro. A livello personale sono molto contento di come ho giocato quando sono stato chiamato in causa. Speriamo che non sia l’ultimo evento con la nazionale italiana.

Che ricordo hai di questa esperienza?
10425141_10204942055220950_426710727463798457Ne ho molti. Alcuni si possono scrivere altri rimarranno scolpiti nella nostra memoria. Per quanto riguarda i ricordi che possono sentire anche i minori ti posso dire come già accennato prima alla sera di gala e allo “Sto Cazzo” collettivo fatto fare durante la premiazione a tutti i presenti. I selfie fatti con Notes durante la cena di gala, le riunioni con la squadra, lo sto cazzo di Gumi a Pignattini e molti altri. Invece, per quanto riguarda il tchoukball giocato uno dei più belli a livello di squadra è stata la vittoria in semifinale con la formazione elvetica. A livello personale, la partita dove ho giocato meglio credo sia stata con l’Austria nella partita del girone.

La novità azzurra di novembre è stato il ritorno in campo della nazionale maschile M18. Tu eri fra gli allenatori, insieme a Giorgio Zinetti. Che giovani hai incontrato?
Abbiamo avuto una folta partecipazione. Ben 24 giocatori. Ne abbiamo dovuti selezionarne 12 per il Torneo di Ginevra. Ho trovato un livello decisamente buono, naturalmente c’è molto eterogeneità tra i vari giocatori, ma in generale sono molto soddisfatto.

Dove credi possa arrivare la M18 al trofeo di Ginevra?
10557398_520942754718899_2942741435587533380_Sinceramente non mi importa molto del risultato visto che sarà il primo test in vista degli europei del 2016. Non mi impongo dei risultati da raggiungere ma mi interessano elementi inerenti al gioco e la duttilità dei giocatori. Posso dirti che faranno di certo bene e potranno regalarci sorprese.

Sicuramente è presto per fare un pronostico per i Mondiali e quindi ti chiedo secondo te il Rovello Sgavisc all’EWC a che punto si classificherà?
E si per i Mondiali è ancora presto. Per l’EWC noi rovellesi abbiamo voglia di fare bene visto che per la prima volta ci presenteremo da Campioni Italiani. Non so dove alla fine ci classificheremo, ma di certo andiamo lì per vincerlo. Ricordati che siamo gli unici che negli ultimi due anni hanno battuto la formazione austriaca.

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