“Mangia pony e caga arcobaleni”

1380802_10203853958773905_4430834482844773508_n“Mangia pony e caga arcobaleni”.
È questo motto insegnatomi in quel di Viserba da Michal Matějovskýcon con cui voglio iniziare questo mio primo pensiero sulla mia esperienza al Rimini TB Festival.
Una frase partita a Praga come incitamento pre & post partita della squadra della capitale ma poi diventata lo spirito principale della surprise cup.
Uno spirito che dà un ulteriore sfaccettatura al detto della carta del tchoukball “il bel gioco chiama il bel gioco” .
Infatti come mi ha già insegnato ai mondiali Fergy un tchouker non bisogna esserlo sono in campo ma anche fuori.
Parlando con Michal ho conosciuto di più il tchoukball ceco e ho scoperto che è molto simile a quello italiano.
Nella Repubblica Ceca questo sport si appoggia principalmente su tr e realtà cittadine; come da noi ci sono famiglie che sono entrate a piedi pari in questa realtà sportiva; esistono tornei amatoriali seri ma anche tornei che hanno uno spirito più ludico tanto da chiudere una gara con una partita a “battaglia navale”; e ci sono discussioni come da noi fra chi vede questa disciplina come uno sport da far crescere in verticale e fra chi lo vorrebbe far crescere in obliquo.
Quando ho incontrato dei tchouker cechi, ad esempio ai mondiali di Ferrara nel 2011 e ai vari Rimini, pensavo che fossero i classici “seriosi” che puntavano solo al risultato, alla vittoria finale, invece conoscendo Michal mi sono dovuto ricredere alla grande perché anche lì c’è chi “mangia pony e caga arcobaleni”.
C’è chi organizza un flash mob di tchoukball, senza conoscerlo, e c’è chi aderisce, ben 23 persone, per incontrarsi e scoprire di che si tratta ed eventualmente innamorarsene.
10367190_10203972550579146_2744901077566474644_nPersone pronte a farsi 16 ore di pulmino per essere al Rimini tchoukball festival e vivere una grossa avventura sportiva animando l’etere di Viserba con tamburi e cori di incitamento per i propri compagni che giocano una partita valevole per la cinquantesima posizione all’open dove si può incrociare facilmente un Botta.
Tchouker che danno alle loro squadre nomi goliardici che purtroppo per la lontananza fra l’italiano e il ceco non si capiscono immediatamente, e che non vengono “tradotti” dall’organizzazione riminese, ma che nulla hanno da invidiare alla nostra goliardia.
Spero tanto che questa realtà mi insegni al più presto qualcos’altro di importante e spero tanto un giorno di giocare con loro più presto, magari travestiti tutti insieme da lottatori di wrestling o da banditi del far west così da rendere ancora più ludica, surreale e divertente una amicizia nata fra i granelli di sabbia di un torneo giocato a Viserba.
Per il momento non posso non dire col mio “cieco” ceco, come abbiamo fatto durante la penultima partita: “Pšouci Praha Pšouci Praha Pšouci Praha Praha Praha serem duhu (sereeeeeem duhu)!!!”

 ***

Un po’ per gioco, un po’ con serietà, un po’ perché è così se vi pare… è nata questa intervista con  Michal Matějovský. Una chiacchiera molto particolare perché ognuno di noi parlava nella propria lingua senza aver concordato nulla precedentemente. Il risultato di tale mix è questo video che ha persino i sottotitoli sia in italiano che in inglese.

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Tchoukball italiano
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