INTERVISTA AL CAMPIONATO: Jacopo “SHOCK” Esposito

La giornata di domenica ha rivoluzionato la serie B.
In chiave promozione il Solaro Shocks hanno vinto col Castellanza Shogun aprendosi uno spiraglio per i play off.
Ma questa vittoria è solo la ciliegina sulla torta.
La squadra di Solaro nelle ritorno ha registrato solo vittorie e vanta nelle ultime tre giornate 5 successi su 6 partite.
Abbiamo chiesto a Jacopo Esposito di raccontarci questo ritorno shhokkante della sua squadra e poi cogliendo l’occasione abbiamo parlato anche di altro…

Ciao Jacopo, il Solaro Shocks sta andando come un treno ma prima di partire con questa intervista mi piacerebbe che ci presenti la tua squadra…
550909_4612123670276_1063853962_nCiao Fabrizio. Innanzitutto grazie per l’intervista! E’ vero, in questo girone di ritorno stiamo andando veramente bene, ma gli scontri più impegnativi arriveranno nelle ultime due giornate… Comunque, mi hai chiesto di presentarti la squadra, e allora lo faccio subito, partendo (ovviamente) dal gentil sesso: Silvia Verre, Silvia Ganino e Chiaralice Reina sono le nostre tre ali sinistre: Le prime due sono ben note nel mondo del Tb e non credo abbiano bisogno di presentazioni, mentre Chiaralice è una new entry, una scoperta del coach Arienti che si sta rivelando una vera sorpresa, in grado di migliorarsi partita dopo partita. Completa il quartetto delle donne Francesca Corbella, centrattacco fondamentale, è già molto capace nonostante giochi da pochissimo tempo (del resto, buon sangue non mente). Parlando sempre di centrattacchi, la nostra punta di diamante è Enrico Morgano, già compagno di avventure a Gerenzano. Alla fine arrivano le ali maschili: io, Andrea Carrari e Yuan Sozzi Peng, che fa anche da vice allenatore, colpiamo i pannelli da Tb da qualche anno ormai (loro a Saronno, io prima a Limbiate poi a Gerenzano), mentre Lorenzo Cattaneo e Armando Antuono sono alla loro prima esperienza come giocatori, anche se si sono già dimostrati degli ottimi “distruggi difese”.

L’ultima vostra vittoria, quella che più di tutte ha stupito è stata con il Castellanza Shogun. Ci racconti questa partita?
Eravamo carichi e pronti a tutto. All’andata per due tempi gli avevamo tenuto testa ed eravamo anche stati in vantaggio. Siamo entrati in campo decisi a portare a casa i due punti della vittoria. Purtroppo siamo andati subito sotto, con un parziale di 8 a 2 per loro, ma siamo rimasti molto concentrati e già alla fine del primo tempo avevamo un parziale di +6. Poi, non senza difficoltà, abbiamo tenuto il vantaggio. Siamo stati bravi a mantenere la concentrazione, a superare il nervosismo di fondo e a non farci prendere dal panico. E’ stata una partita giocata veramente con il cuore.

Questa vittoria vi ha portato a 4 punti dai tchouker di mister Barabani aprendovi la possibilità di arrivare ai play off di serie B. Strada difficile che vi deve vedere vincere con Torinoceronti o con Caronno Sharks per recuperare lo svantaggio accumulato all’andata. Quanto ci credete nel “miracolo” visti gli ultimi risultati?

Tutto il gruppo del Solaro

Tutto il gruppo del Solaro

Hai usato la parola giusta: miracolo. E, come tale, quando arriva è sempre inaspettato. C’è una remotissima possibilità di arrivare ai play-off, ma quello a cui dobbiamo pensare adesso, che è sempre stato il nostro obbiettivo fin dall’inizio della stagione, è giocare bene e crescere come singoli e come squadra. Personalmente, riuscire a replicare la partita dell’andata con gli Sharks e tenere testa ai Torinoceronti (al contrario dell’andata, dove abbiamo giocato veramente male) vorrebbe dire centrare gli obbiettivi stagionali. Se poi dovesse accadere l’impossibile e dovessimo arrivare ai play-off, beh, Fabrizio, se passerai da Saronno ti offrirò da bere!

Ad inizio stagione il vostro cammino è stato “balbettante” mentre nelle ultime tre giornate avete registrato 5 vittorie in sei partite con la sconfitta con Caronno Sharks che vi ha visti tenere il campo alla pari coi primi in classifica per due tempi. In che cosa siete migliorati?
Siamo diventati fortissimi! Ahahah! No, scherzi a parte, i miglioramenti sono arrivati da due fronti diversi. Da una parte i nuovi hanno dimostrato di crescere tecnicamente in maniera esponenziale, migliorando tantissimo in pochi mesi. Dall’altra i coach hanno costruito un gruppo omogeneo, in grado di far giocare tutti insieme in armonia. Ed è proprio da qui che è arrivata quella scintilla in grado di farci cambiare passo in campionato: Alle prime prime partite siamo stati molto incerti proprio perché non affiatati. Abbiamo litigato tra di noi in campo e fuori, e questo ci ha portato a perdere partite assolutamente alla nostra portata. Poi abbiamo cominciato a collaborare e ad essere più in sintonia gli uni con gli altri. E abbiamo cominciato a vincere!

Come mai un giocatore del tuo calibro, con diverse esperienze in serie A, ha scelto di cimentarsi in serie B con una realtà appena nata?
1479067_244524452383103_253546662_nLa verità è che non ho mai avuto grandi velleità individuali, ho sempre messo al centro della mia esperienza di giocatore/allenatore (sì, ho fatto anche l’allenatore per un breve periodo a Gerenzano) il gruppo e l’ambiente piuttosto che gli obbiettivi di classifica e/o personali. Non sono pentito della mia scelta di giocare a Solaro, proprio perché ho trovato un bell’ambiente, pieno di gente simpatica e con cui è sempre un piacere allenarsi e giocare. Però devo farti una piccola confessione: un po’ mi mancano le trasferte ad Asti e a Ferrara, soprattutto per le persone che, ovviamente, riesco a vedere meno degli altri tchouker della serie A della mia zona.

Com’è essere un tchouker del Solaro? Che ambiente siete?
Come ti ho già detto, è un bell’ambiente. Tranquillo e divertente. Si ride e si scherza sempre e pian piano stiamo costruendo un grande affiatamento! Davvero, allenarsi è sempre un piacere. Potessi, lo farei tutti i giorni (ok, in questo caso c’entra anche il fatto che Rimini si avvicina e io non sono minimamente pronto per la “prova costume”, ma sono dettagli!)

Che campionato cadetto hai trovato?

Jacopo in azione con Gerenzano sisma ai PO di Ferrara del 2013.

Jacopo in azione con Gerenzano sisma ai PO di Ferrara del 2013.

Buono, davvero buono. Ci sono giocatori molto giovani davvero ottimi, che non ho difficoltà ad immaginare futuri campioni in serie A, e nemmeno tra così tanti anni. Torinoceronti, Castellanza Shogun, Caronno Sharks sono tre squadre davvero toste e costituiscono una sfida impegnativa e divertente, ma anche le altre squadre non sono affatto da sottovalutare. Inoltre una menzione speciale va agli allenatori, che si sbattono davvero tanto per questi ragazzi.

Alla giornata del 9 marzo c’era fra il pubblico il CT della nazionale femminile Emanuele Coppola. La realtà di Solaro ha molte ragazze note, come le Corbella e Silvia Verre, e meno note. C’è qualche ragazza che vorresti raccomandare al mister azzurro per il futuro?
Manu è un grande allenatore e già solo il fatto che sia venuto anche a vedere le partite di serie B dimostra tutto il suo impegno e la sua volontà di far bene. Sono sicuro che ha già capito quali siano le ragazze molto promettenti del nostro girone e che, in un futuro, giocheranno ad altissimi livelli, nazionale compresa.

Da quest’anno tu sei il responsabile arbitrale della serie cadetta girone nord-ovest. Che qualità arbitrale hai riscontrato e in che cosa pensi bisogna migliorare? Diversi sono stati i nuovi arbitri formati…
Ecco, questo è un punto molto delicato. Ci sono arbitri esperti e altri alle prime armi, questo crea una grande disparità di livello. Perciò, da quando faccio le designazioni, cerco di mettere insieme terne arbitrali omogenee, in modo che i meno esperti siano seguiti da quelli più bravi. In particolare, poi, cerco sempre di dare consigli subito dopo le partite arbitrate. E’ poca cosa per ora, ci vorrebbe un corso di potenziamento abbastanza importante. Le lacune più gravi, comunque, sono la mancanza di polso nel prendere le decisioni arbitrali e l’eccessiva fissità nella posizione: molti arbitri stanno completamente immobili dietro al pannello, trovandosi spesso in posizioni scomode per osservare le azioni o i tiri. Bisogna far capire ai ragazzi che ci vuole più concentrazione e dinamismo.

Adesso vorrei farti qualche domanda più personale. Come hai conosciuto questa disciplina e come mai l’hai scelta?

Nella foto le ragazze del Solaro

Nella foto le ragazze del Solaro

Devo tutto a Gabriele Gelso! Iniziata l’università a Milano, non avevo più tempo per stare dietro gli allenamenti di scherma a Busto Arsizio. Così mi sono trovato a cercare un nuovo sport. Un giorno ho incontrato Lele per caso e, tra una chiacchera e l’altra, mi ha strappato la promessa di fare un allenamento a Limbiate. Era il Febbraio del 2009. Mi ricordo che il primo allenamento abbiamo fatto esercizi sulla difesa a coppie. Io ero con la Mary, e mi ha distrutto le braccia e le mani a forza di tirarmi addosso! (Però non è riuscita a farmi scappare a gambe levate!)

Che cos’è essere un tchouker?
Per me vuol dire essere una persona in grado fare tanto gioco di squadra e poco individuale, che mette i rapporti tra le persone sopra ogni cosa e che crede nella sportività e nel rispetto dell’avversario. Sembra una risposta un po’ paracul… (Ehm, si può dire?!), ma è la verità. Urlacci dopo i punti a parte, retaggio della scherma che non riesco ad eliminare, credo molto nel fair play e mi chiamo sempre le cose a sfavore. A volte anche quando non ci sono, come mi fanno notare regolarmente i miei compagni!

Che tchouker pensi di essere?

Jacopo in un momento di relax durante una giornata di B

Jacopo in un momento di relax durante una giornata di B

Sono espansivo ed esuberante. Tanto nella vita quanto nel Tb. Proprio per questo gioco molto di cuore e di pancia e affronto ogni partita sempre carico a mille. Non sono tecnicissimo, ma mi piace giocare in qualsiasi ruolo. A Gerenzano, durante una sola partita, mi sono trovato a cambiare tutti i ruoli in campo, centrale di centro compreso!

Domanda polemica. La nazionale maschile ha chiuso le porte a prescindere a tutti i tchouker cadetti. Che ne pensi di questa decisione?
Guarda, ti do una risposta ancora più polemica: è la federazione nel suo complesso ad aver chiuso le porte alla serie B, non solo la nazionale, dove un discorso di questo tipo, con così poco tempo per fare le convocazioni e gli allenamenti (i giocatori, a mio avviso, andrebbero seguiti e valutati in un tempo più lungo di questi pochi mesi) ci può anche stare. Questa Serie B deve essere valorizzata in tutti i modi, perché ci sono tanti giocatori giovanissimi che meritano di crescere e meritano di essere seguiti a dovere. Se non crediamo nei nostri giovani, siamo uno sport destinato a ridimensionarsi notevolmente nel futuro.

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