Cara FTBI stiamo attenti…

scimmiaCara FTBI stiamo attenti a non fare come l’hit ball che per credersi arrivati solo oggi, dopo venti e più anni di FIHB, con l’arrivo di un nuovo presidente, si cimenta in sperimentazioni per realizzare un campionato veramente italiano.
È questo il monito che voglio fare ai consiglieri federali in quanto leggendo il verbale del 17 dicembre li trovo troppo arrivati.
Già, perché si credono arrivati ma non sono nemmeno partiti.
Creare una “Lega di mutuo soccorso” di sicuro vuol dire piantare il seme di una contro federazione in quanto deve essere la FTBI a gestire queste “beghe” monetarie e fare da collante fra le associazioni affiliate.
Non è un caso che nonostante sia un’associazione si chiama Federazione.
Il lavoro principale della FTBI è quello gestire il denaro racimolato per poter crescere, e non decrescere, in base alle esigenze della collettività.
Credo che sia l’interesse di tutti essere italiani invece che lombardi, piemontesi, campani; oppure peggio empolesi, astigiani, lendinaresi in quanto più piccoli si è e meno la propria voce si può far sentire.
Inoltre bisogna contare che la FTBI per il campionato non offre alcun pratico servigio se non quello di far pagare dei tesseramenti doppi per inserire un marchio di garanzia, non si sa quanto necessario, e comprare le targhe di fine anno.
Dico ciò perché palazzetti, materiali, assicurazioni e spostamenti li mettono (o possono metterli) le associazioni; il calendario fatto dalla FTBI è fatto in pratica già dai membri della associazioni affiliate che hanno dato la loro disponibilità ad aiutare una FTBI che in pratica non coordina (l’assenza del responsabile è nota a tutti); gli arbitri sono gli stessi giocatori che non ricevono alcuna ricompensa e che possono anche auto designarsi come hanno già ben fatto fino alla passata stagione e che oggi, con la gestione del nuovo responsabile, trovano maggiori disagi…
Se dopo tutto ciò che fanno, e possono fare, si devono mettere anche a raccogliere i soldi, regolamentarli ed elargirli allora, in tanto che ci sono, possono perdere 5 minuti per acquistare le targhe.
Tanto oggi chiamarsi Federazione Tchoukball Italia oppure Pincopallino Tchoukball è uguale visto che entrambi i nomi contano uguali alla vista del CONI e della stampa nazionale e locale.
Da sportivo (hitter) che pratica uno sport prevalentemente locale posso dire che sareste dei “fetentoni” a buttare via questo bel giocattolo che in dieci e più anni di fatica siete riusciti a mettere in piedi. Inoltre va sempre ricordato che questo bel faro ha i piedi di argilla.
Inimicizie personali (vedi quelle fra la Volonté & Buschbeck); oppure incomprensioni interne (vedi i 100 diabolici mezzopensionati di Rimini) possono far crollare con un soffio il castello di carte che oggi siamo, e ho imparato che a nulla serve a Roma chiamarsi Augusto quando si è un franco. Barbaro si resta sempre agli occhi dei patrizi.
Quindi da qualche parte bisogna serrare le file per riunirci.
Le possibilità sono molteplici e se vogliamo escludere il portafoglio in quanto “risparmini” dobbiamo incominciare a perdere qualcos’altro perché non possiamo avere la botte piena con la moglie ubriaca.
Magari bisogna incominciare ad appiattirci in qualità di gioco rivedendo le formule dei campionati in modo che spendendo tutti uguale si levino “vantaggi” acquisiti da fortune geografiche e di tempo.
Cosa non grave visto che la notorietà ottenuta con l’organizzazione di un Mondiale e la conquista del secondo posto ci ha portato in pratica poco o nulla se non un arricchimento personale e tasche più vuote.
Di sicuro chi dirige non deve fare figli e figliastri.
Lo vedo col campionato junior troppo poco documentato.
Lo vedo con youtchouk con solo una telecamera, ormai obsoleta, acquistata e sempre tenuta in zona lombarda.
Lo vedo nelle convocazioni della nazionale maschile che snobbano a prescindere i giocatori della serie B.
Non sarebbe giusto, prima di scartare, controllare?
Magari qualche giocatore utile c’è, inoltre potrebbe essere utile per incominciare a selezionare i futuri giocatori della juniores e regalare nuove esperienze ai cadetti più promettenti.
Di sicuro bisogna incominciare a saper spendere meglio le risorse acquistate.
Acquistare penne che non si danno in giro se non barattando una email per poi ritrovarsi ad averle fra meno di tre anni, come è già successo, inutilizzabili è grave.
Com’è grave fare dei volantini e tenerli sempre in magazzino così da dire ci sono già anche se non sono più validi e spacciabili.
Com’è grave non sapere dov’è il materiale di gioco distribuito.
È vero che siamo volontari e quindi c’è concesso di sbagliare ma stiamo attenti a crederci professionali quando siamo dilettanti.
Prima di noi ci sono stati 150 anni di storia sportiva di basso, medio e alto livello.
Studiandola possiamo capirci per trovare la strada più consona per crescere.
Anche se la storia ha dei pessimi alunni, in qualche modo insegna. (cit. Vittorio Arrigoni)

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Tchoukball italiano
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