Emanuele Coppola ci racconta il suo primo raduno femminile

Sabato 2 novembre si è tenuto a Lendinara il primo raduno della nazionale femminile.
Abbiamo raggiunto il CT Emanuele Coppola per sapere com’è andata la sua prima esperienza su questa panchina.

Ciao Manu, è finalmente iniziata la tua avventura sulla panchina femminile. Parlando in generale e solo da un tuo punto di vista umano com’è andata?
943764_10201527830181713_529501731_nHo visto nelle 8 ragazze presenti tanta voglia di imparare, di crescere e di mettersi a disposizione anche reciclandosi in un ruolo non loro per il bene del collettivo. Magari mancava un po’ di carica agonistica, ma sono convinto l’abbiano tenuta in serbo per quando servirà sul serio.

I raduni sono improntati da un punto di vista conoscitivo, per questo tu e Giacomo Zinetti avete creato un apposito programma di test per capire come sono le ragazze. Ha funzionato o c’è qualcosa da rivedere?
I test si sono dimostrati buoni, non perfetti. D’altro canto è la prima volta, che io sappia, che si cerca di progettare un test che sia il più possibile oggettivo. Qualcosa da mettere a posto c’è…e meno male! Non sono solo le ragazze a dover crescere e migliorare

Una delle pecche, secondo me, che saltano subito agli occhi è stato il basso numero di partecipanti. Ti sei dato una spiegazione per questa assenza?
Non mi sono occupato direttamente dell’aspetto organizzativo, mi sono concentrato sulla fase “di campo”, quindi non mi sento di puntare il dito contro niente e nessuno.

Le ragazze della zona est che non si sono presentate pensi di dar loro un’altra possibilità durante le convocazioni della nazionale o hai deciso di lavorare solo con chi ha sin da subito ha dimostrato interesse?
Le ragazze della zona est che non sono venute sabato hanno a disposizione altri 2 stage per palesarci il loro interesse. Per il resto sono considerazioni che faremo a tempo debito io e Giko.

L'entusiasmo nello spogliatoio delle ragazze a fine raduno

L’entusiasmo nello spogliatoio delle ragazze a fine raduno

Una delle domande che un po’ tutti si fanno è questa: con Giko com’è andata?
Sia prima che dopo l’allenamento siamo venuti alle mani! No, seriamente, non capisco la motivazione che spinge “un po’ tutti” a chiedersi una cosa del genere.

La motivazione di questa domanda “che un po’ tutti si fanno” è data dal fatto che a differenza della Sabrina Basilico, che ha sempre tenuto come allenatore in seconda Ilaria Calcaterra, tutti i vice che si sono affiancati a mister Zinetti, per vari motivi, hanno abbandonato la collaborazione. Alcuni poi anche per incomprensioni tecniche. Per questi presupposti, e tenendo conto della tua inesperienza da commissario tecnico e l’alto carisma di Giko, qualcuno, fra cui anch’io, si è posto questo quesito.
L’esperienza di Giko non è paragonabile a quella di nessun altro o quasi nel tb italiano, quindi è normale abbia le sue convinzioni e che ci tenga a farle valere. Non so con precisione quali attriti ci siano stati coi precedenti collaboratori, non lo so e non indagherò per evitare di partire prevenuto o, peggio, di essere timoroso nell’esprimere le mie idee. Siamo due persone adulte, ognuna con un proprio bagaglio d’esperienza che, ne sono convinto, sarà messo a disposizione dell’altro per cercare di fare il miglior risultato possibile. 4 Per il momento comunque il rapporto è ottimo, lui mi sta dando fiducia e io pendo dalle sue labbra per cercare di colmare quanto per quanto posso, sul piano teorico, i 5 (mi pare) anni di esperienza in più di me e i 6 campionati, le 3 EWC, il titolo di vice campione del mondo e quello di vice campione d’Europa da allenatore, insomma, bazzecole!

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3 risposte a Emanuele Coppola ci racconta il suo primo raduno femminile

  1. anonimo ma neanche troppo ha detto:

    Che intervista politically correct! Ha proprio paura di esprimere la propria opinione questo Coppola. Paura di non essere convocato nel dire qualcosa di scomodo, giusto?

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