Il mio Ferrara Green 2013

1017006_10201842097951902_1760604237_nIl mio Green 2013 è stato uno dei più belli che abbia mai vissuto caratterizzato dall’overdose Fergnani; dalla visita al Mignon, di cui scriverò in articolo apposito; e dalla gita a Bologna.
Partirei da quest’ultima in quanto prima a livello cronologico.
Dopo un viaggio non privo di problemi a Torino e da “fighetti” una volta salito su Trenitalia, classe business sul Frecciarossa, arriviamo io e Kikko a Bologna.
Le opzioni per noi sono due: o andare a Ferrara subito ed aspettare che i ragazzi estensi finissero di lavorare, oppure visitare la città per un paio d’ore e scoprire così un angolo d’Italia che non avevamo ancora conosciuto.
Visto che la curiosità è donna abbiamo deciso di optare per quest’ultima scelta e dopo una doverosa visita alla stazione eccoci in giro per “la dotta”.
Di Bologna quello che conoscevo era ben poco ed era dovuto alla cultura pop musicale cinematografica: la torre degli asinelli pende come quella di Pisa (Amici miei atto II°); nel centro di Bologna non si perde nemmeno un bambino e le coppiette in piazza Grande (Lucio Dalla); il portico dei Cervi per Natale e le osterie di Fuori porta (Francesco Guccini).
1185850_652912428075236_1065534293_nVisto che io vengo da Torino, per non perderci si è scelto di chiedere alla prima passante informazioni stradali.
Mamma mia quant’era gnocca quella ragazza: un’alba chiara;il contrario della ragazza dell’autogrill; bella stronza.
Dateci le indicazioni che volevamo, naturalmente noi abbiamo fatto di capa nostra visitando prima i giardini vicino alla stazione per poi ritrovarci nel centro pulsante della città.
Qui siamo stati avvicinati da un ex galeotto partenopeo che in gita circondariale ci ha chiesto se avevamo dei pregiudizi.
Mi sa però che era lui ad avere dei pregiudizi su di noi visto che se ne è andato subito.
Sarà stato sicuramente il nostro vestiario molto più galeotto del suo.
Nel girovagare senza meta in mezzo a tutto quel popò di medioevale ci siamo ritrovati innanzi alla torre degli Asinelli.
Vista dal basso la torre degli Asinelli sembra non tanto alta, ma vista dall’interno “madonna sculacciatopi” quanto è alta.
Kikko con passo felpato da chi ha il baricentro basso tipico dei ragazzi da un jeans e una maglietta in una decina di minuti è riuscito a percorrere le scale.
1233549_652913758075103_1139246047_nIo ci ho messo qualche minuto in più, ho fatto amicizia con qualche infartato lungo il cammino, ho visto un paio di volte passarmi tutta la vita davanti ma giunto in cima ho capito che lo Stato dovrebbe fare quel biglietto d’ingresso deducibile dalle tasse visto che dovrebbero essere loro a pagarmi per salire i 498 scalini messi a caso.
Esperienza comunque bella e mistica come quelle che Fergy e Maglia sono soliti fare.
Sceso senza non minori difficoltà dalla torre degli Asinelli, che da oggi può vantare di essere stata visitata dal lasinodellaclasse della hotmail group; siamo andati a prendere il gelato in vista di quel treno per Ferrara.
Qui ho conosciuto un simpatico cane grosso come me che non riuscivo a capire perché avesse paura di me.
Dopo un viaggio regionale in puzza classe eccoci a Ferrara il giovedì col nostro tutor Fergy.

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La prima sorpresa di questo viaggio è stata la garçonniere di Fergy, Fergna e Toni.
Custodita anche questa su una torre degli asinelli in miniatura ma molto più spaziosa e con un terrazzino che faceva da salotto.
In questo luogo ci siamo divertiti tutti a “sfruculiare” nei giorni di permanenza il possibile ed immaginabile con l’ultimo pasto fatto di coca cola Patrizio e un piatto di uova strapazzate, pancetta, sottiletta, gorgonzola… per la gioia di Kikko.
999188_652914761408336_364639819_nMa il Green di quest’anno non l’ho giocato tanto in campo ma fuori.
Il centro di Ferrara è stato un po’ la nostra alcova dove si sono conosciuti tutti i bangladescesi oriundi pachistani della città; dove si è potuto bivaccare ancora d’innanzi al lupanare ecclesiastico; dove abbiamo visto le prove generali di non so quale contrada forte (secondo la fonte Saltafossi) nel suono della trombetta; dove ho potuto finalmente degustare i cornetti del Los Cornetteros, da provare e gustare; dove ho avuto la fortuna di rincontrare Nano Nanetti.
Questa festa è stata poi la prova del nove di Dozzo con la Destro che purtroppo ha miseramente fallito.

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Mannaggia a Dozzo e alle sue dozzate, ma va bene così.
Il torneo di per se è stato bello come ogni anno con un livello di gioco alto e con tanta Ferrara fra l’erba del parco dell’amicizia.
Un ottimo risultato in un torneo che mi sono divertito a giocare con Franz Puppo e Welsh e un ragazzo di nome Bisio travestiti da lottatori di wrestling. Non una novità al Green, già proposta da me qualche anno or sono in maniera più sobria, ma che ha attirato non poche simpatie e mi ha fatto tornare in mente i mitici campioni del mio tempo con le loro mosse provate rigorosamente durante la manifestazione con l’immancabile sgridata del Bonora che ci invitava ad abbandonare il ring di gioco.
1003554_4743922096408_541379061_nGrosso spettacolo poi alla pesca di beneficenza della Sant’agostino dove fra le altre cose ho vinto l’Isola di Gorm e il nuovo dio pagano della nuova casa Fergnani.
Di questo Green le uniche pecche sono state la troppa voglia di vincere il torneo di qualcuno, ma soprattutto la mancanza di molti amici locali assenti partendo dalla Cate Rizzoni, passando dalla Chiara Ravani, finendo alla Martina Bernardinello passando dalla piccola Luna, Damiamo Debiagi, Bobo Merenda, Manu Puppo.
Un vero peccato ma che sicuramente si ovvierà il prossimo anno dove probabilmente e finalmente giocherò in squadra con un Fergnani.

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2 risposte a Il mio Ferrara Green 2013

  1. Wapaolo ha detto:

    Beh manu puppo non è molto locale-ferrarese! xD
    Però è vero… dov’era?!?!

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