Il tchoukball nei campus italiani

Come ogni anno la Federazione Tchoukball Italia entra in alcuni campus nazionali coi propri istruttori per insegnare ai ragazzi, che si iscrivono a questi ritrovi, il Tchoukball.
I piiù importanti del 2013 sono stati il campus di Canazei, che da diversi anni vede la presenza della FTBI e quello di Cesenatico.
Ad insegnare il Tchoukball Caudio Brenna e Pietro Giuliani, due colonne del movimento e due istruttori che non sono nuovi ad attività così importanti in chiave promozionale.

Ciao Claudio, ciao Pietro eccoci qua a raccontare un po’ la vostra esperienza nei due principali campus estivi a cui ha partecipato il tchoukball e la FTBI (CANAZEI e CESENATICO). Partirei col chiedervi di descrivere un po’ questi due luoghi di sport e villegiatura. Come sono sviluppati? Che tipologia di ragazzi partecipa? Come sono organizzati?…
Claudio: I camp sono organizzati da Sports Promotion, una asd del varesotto che da 30 anni organizza ritiri e camp sportivi nonchè vacanze per studenti all’insegna dello sport. Vi partecipano ragazzi dal 5 ai 17 anni da tutta Italia. Le località di origine principali sono la Lombardia, il Veneto, il Friuli e la Toscana ma non mancano anche presenze da altri luoghi ad esempio dalla lontana Sicilia e Sardegna. Da quest’anno Sports Promotion gestisce anche in collaborazione con Accademia Britannica i camp per i figli dei dipendenti INPS. I camp sono molto grandi, la settimana più affollata ha visto presenti 930 bambini, 150 tra tutors e istruttori e ben 8 alberghi. Le attività si svolgono presso un paio di alberghi, nelle strutture sportive di Canazei e di Campitello. Il movimento di persone e di mezzi è veramente impressionante! Ad inizio settimana vengono formati gruppi di 15-20 bambini che verranno seguiti per tutta la settimana ed accompagnati alle varie attività da 2 tutors, che saranno il loro riferimento per qualsiasi esigenza.
Pietro: Il nostro luogo di villeggiatura è stato l’eurocamp di Cesenatico. In realtà, visto che la struttura era piena, siamo stati alloggiati in un campeggio molto bello ma non attaccato alle strutture sportive. Ma queste ultime sono davvero spettacolari! Qualcosa come 12 cambi da beach volley, 8 da basket, una pineta piena di spazi sportivi. Il sogno di ogni giocatore.

cla+pietro

Come si svolgeva la vostra giornata tipo?
Claudio: Alla sera viene consegnato ai tutors ed istruttori il programma della giornata successiva. La giornata si divide in 4 momenti sportivi: 9-10.45; 11-12.45, pranzo in albergo, tempo libero, quindi di nuovo sport 15-16.45 e 17-18.45, cena in hotel e serata organizzata con giochi, tornei, karaoke e discotecaaaa.
Pietro: Sveglia, colazione e poi i ragazzi, divisi in 5 gruppi, avevano l’occasione di fare due attività sportive la mattina e una il pomeriggio. La cosa bella è che normalmente non si finiva con le attività “ufficiali”: metà delle serate le abbiamo passate su un campo da basket a far due tiri (un ringraziamento alla Ste per aver avuto l’idea la prima sera)

Il tchoukball è uno sport quasi sconosciuto ai più, così detto di nicchia. Che impatto ha avuto nella tua realtà?
Claudio: Nella settimana più affollata a Canazei erano presenti istruttori di 29 sport differenti e, quasi non ci si crederebbe, ma il tchoukball non è il più strano!
Pietro: Per mia fortuna quasi tutti l’avevano già provato, grazie al lavoro fatto da Manu e da Crivo nei due anni precedenti. Ma anche i nuovi sono stati molto colpiti: è stato l’unico sport (mi sembra) che due gruppi hanno insistito per poter fare più di una volta

Quale tipo di approccio avete usato con chi era completamente a digiuno con la disciplina?
32618_10200450670453048_1700757415_nClaudio: Il 95% dei bambini non conoscono il tchoukball, quindi l’impostazione delle mie lezioni doveva tener conto di questo. Mi son posto come primo obiettivo quello di fargli conoscere il nome e la stranissima pronuncia, quindi quello di farli arrivare, nel giro di 30-40 minuti ad essere in grado di giocare. Ho dovuto semplificare alcune regole e ho insegnato con pochissima teoria e molti esercizi che, uno dopo l’altro, li portassero naturalmente a giocare. Essendo in un camp estivo per bambini l’ultimo (ma il primo) elemento fondamentale doveva essere il divertimento, quindi ho fatto tutto il possibile per far divertire i bambini giocando a tchoukball!
Pietro: In un moto di magnanimità ho evitato di far fare i classici mille esercizi sui passaggi… più che altro avendo un solo incontro a disposizione e volendoli portare a giocare una “””partita””” mi sono concentrato sugli esercizi funzionali per arrivare all’obiettivo.

Come ha “attecchito” questo sport?
Claudio: Con la simpatica ignoranza dell’istruttore! Nel momento in cui cominci una lezione guadagnandoti fin da subito l’attenzione e la simpatia dei bambini hai già fatto il 90%. Come ho fatto? Con vari metodi che io stesso ho appreso ed elaborato nell’arco delle 3 settimane che ho passato a Canazei. Chi non sta attento riceve una leggera pallonata in testa; per spiegare che il rimbalzo che poi colpisce l’attaccante è regalato mi prendevo apposta io la pallonata in faccia e cadevo miseramente nell’area: ilarità generale ma insegnamento che devono stare attenti sia per non regalare che per non farsi male; “Regola di Pampurio”: chi regala corre a recuperare la palla mentre gli altri lo insultano “in religioso silenzio” e poi fa anche la rimessa… così non sbagliano il possesso di palla nella rimessa dopo il regalato.
Pietro: Beh penso di aver già risposto due domande fa, cmq ottimamente.

C’è stato un esercizio che hai fatto fare che più di altri è piaciuto ai ragazzi? Ce lo illustri?
1070009_10200450676933210_2005937898_nClaudio: Oltre che piacere ai ragazzi è stato molto utile a me per indurli a giocare a tchoukball: il gioco dei tre cerchi. Posizioni 3 o 4 cerchi per terra, fai 2 squadre, quindi applichi le regole del TB insegnandogli i 3 passi, i 3 passaggi, i 3 attacchi consecutivi e soprattutto che non possono intercettare e che il campo e le porte (i cerchi) sono di tutti. Si tratta di un gioco propedeutico molto divertente che riesce a “distruggergli le regole dei giochi tradizionali” e portarli a giocare a TB.
Pietro: Sfida nella partita maschi contro femmine! Oppure la gara di azioni spettacolari con il permesso di fare il ponte. Penso di non aver mai visto dei ragazzi così creativi e scatenati (e Monga volaaaaaa).

Il tchoukball si caratterizza soprattutto per la propria carta che ha dei concetti non proprio comuni come l’abbattimento del concetto delle due squadre e tendere la mano con chi è meno forte. Come pensi sia stato recepito questo insegnamento di Fair Play?
Claudio: A metà lezione solitamente li bloccavo e gli facevo un discorso “serio”: il TB insegna al gioco di squadra e alla collaborazione, i “supereroi” che fanno tutto da soli, che non la passano, che tirano da metà campo o quando non sono nella posizione migliore sono banditi. Il TB è utile ad insegnare tutto questo perchè all’errore collega anche una sorta di punizione, il punto regalato. Dopo una giornata di sport tu e i ragazzi del campus come vivevate le ore di svago? – Con i bambini si passavano le serate organizzate, con gli istruttori e tutors, quando erano tutti a letto, si andava a divertirsi al pub, in disco, al passo a vedere le stelle e via dicendo…
Pietro: Sinceramente penso che il gruppo di ragazzi presenti al camp avesse un forte senso di Fair Play, visibile sia nel tb sia in tutte le attività sportive fatte.

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Che rapporti si sono instaurati fra te e i “allievi”?
Claudio: Sono diventato padre adottivo di molti bambini
Pietro: Clamoroso… diventato Alan in circa 30 minuti da li in poi un continuo crescendo che non è finito con la vacanza… sono stati proprio loro a farmi vedere “una notte da leoni” una volta tornati a casa.

1013977_10201168438965874_2100717662_nDopo una giornata di sport tu e i ragazzi del campus come vivevate le ore di svago?
Pietro: Giocando a basket, facendo foto con fan di Alan, gran partita da 2 ore a dubito, discussioni immense per spiegare a Riso che Lebron è il migliore, picchiare Riso, arrotolare la gente nei materassi, pettegolare (son maestro), ecc.

C’è qualche aneddoto divertente che avete vissuto?
Claudio: Durante l’ultima settimana facevo istruttore di TB e, quando non avevo lezione, tutor di un gruppo di disperati (ma spassosissimi) ragazzini delle medie. Partiamo per fare orienteering, tempo 5 minuti mi arriva uno di corsa “Claudioo corrriiii, Nico è caduto nellammmerddaaaaaaa”. Arrivo là, c’è sto bambino in lacrime perchè, nella foga del gioco, è finito dentro ad un letamaio e ha lasciato dentro una scarpa. Il seguito non lo racconto, ma ve lo faccio immaginare. A volte per i “tuoi bambini” sei portato a fare cose che non avresti il coraggio di fare in altre contingenze.
Pietro: Beh sicuramente i 4 gruppi di sconosciuti che mi hanno fermato per chiedermi una foto come alan… anche se l’idea originale è di Carlo

Pensi che qualcuno, tornato a casa, parlerà di questo sport dallo stranissimo nome coi propri amici ed insegnanti?
Claudio: Forse si ricorderanno di più della “Regola di Pampurio” e del “Balletto di Pampurio”… Pampurio, quello stupido istruttore di ciùcboll!
Pietro: Penso che l’abbiano già fatto gli anni passati e continueranno a farlo ancora.

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Che cosa vi ha lasciato, a livello personale, questa esperienza?
Claudio: TANTISSIMO!
Pietro: Una grande soddisfazione…. Il poter partecipare ad un grande (ma davvero grande) staff, l’aver conosciuto un sacco di gente, l’aver provato anche nuovi giochi. In definitiva posso dire che ero un lupo solitario ma ora il mio branco si è allargato.

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