INTERVISTA MONDIALE: Giorgio Zinetti

Non poteva evitare il torchio di un intervista lui, il “capo colonna” della comitiva azzurra della nazionale italiana M18 boys: Giorgio Zinetti.
Il CT dopo l’intervista indolore fattagli dal sito svizzero tchoukballworld.net ha dovuto mettere a dura prova le sue capacità “chiacchiericcie” per portare a conclusione questo domanda e risposta col gordo Botta.

Giorgio Zinetti

Giorgio Zinetti

Ciao Gio, partirei col chiederti com ‘è stato ritornare a Taiwan dopo l‘esperienza del 2007?
Bello… ho ritrovato molti amici, le puzze, i cibi poco probabili e un’ospitalità eccezionale.

Che differenze hai trovato fra la tua prima volta e quest’ultima?
Per quanto riguarda Taiwan non molte, specialmente Kaohsiung è esattamente come me la ricordo, Taipei è cambiata un po’ di più, la globalizzazione ha fatto il suo corso.. Per quanto riguarda il tchoukball il livello si è alzato molto così come il numero delle nazioni partecipanti.

La nazionale italiana m18 b   ai mondiali juniores di Taiwan 2013

La nazionale italiana m18 b ai mondiali juniores di Taiwan 2013

Che gruppo avevi a disposizione?
Avevo un bel gruppo, motivati, capaci di ascoltare e molto educati. Il livello tecnico rispetto a 2 anni fa è leggermente calato, ma il costo del viaggio è stato uno scoglio per molti giocatori che hanno deciso di tirarsi indietro.

Di sicuro il girone di ferro in cui era inserita la nostra nazionale (con Taiwan A, Singapore e Austria) non ha aiutato molto a livello di risultato finale (settimo posto) ma sicuramente avrà giovato ai nostri ragazzi. In che cosa sono migliorati durante il percorso che andava dalla prima all’ultima partita?
I ragazzi hanno affrontato e superato molte avversità ma alla fine del torneo erano comunque contenti ed appagati, questo secondo me li aiuterà nella vita ad affrontare le difficoltà, superarle e guardare avanti con un sorriso.

Molti di questi ragazzi arrivano dall’esperienza del mondiale juniores del 2011 quando giocavano nella nazionale M15 guidata da mister Cattaneo. Il lavoro di “Stezio” durante la precedente esperienza quanto ti è stato utile?
I ragazzi reduci dal mondiale austriaco erano motivatissimi e vogliosi di rivivere un’esperienza come quella austriaca.

Mister Zinetti dà i consigli tecnici ai suoi ragazzi

Mister Zinetti dà i consigli tecnici ai suoi ragazzi

Nel 2011 avevi a disposizione tchouker provenienti prevalentemente dalla serie A, mentre quest’anno provenivano quasi tutti dalla serie cadetta. Tenendo conto che il tuo lavoro di selezionatore è stato quasi inesistente in quanto la lunga trasferta a Taiwan ha obbligato le tue scelte, che differenze di gioco hai trovato fra i due gruppi?
Non ho trovato grosse differenze, forse i ragazzi del 2011 erano abituati a difendere tiri di una certa potenza e qualità, qualità che in serie B è raro trovare.

In che cosa dovevano migliorare i tchouker del 2011 rispetto a quelli di oggi e in che cosa devono migliorare quelli del 2013 rispetto a quelli di ieri?
La squadra del 2011 era talentuosissima ma purtroppo molti di loro non avevano una grande passione per il gioco. La selezione del 2013 credo avrà un futuro migliore.. i ragazzi sono assolutamente motivati e vogliosi di continuare.

Legate a questo evento ci sono state due polemiche. La prima è stata quella della formazione dei gironi maschili fatta tenendo pochissimi punti di riferimento ed ignorando la classifica mondiale. Non per fare alcun tipo di recriminazione ma mi chiedo che cosa hai pensato quando li hai visti sulla carta per la prima volta e che cosa ne pensi oggi dopo aver provato sulla pelle tale scelta?

Giò col rappresentante della federazione francese di TB durante un meeteng

Giò col rappresentante della federazione francese di TB durante un meeteng

Quello che ho pensato quando ho visto i gironi non è ripetibile xD. I risultati parlano chiaro… con dei gironi umani ed un arbitraggio decoroso avremmo potuto lottare per il 2 posto. Del resto abbiamo perso con Singapore (seconda classificata) di un paio di punti con un arbitraggio osceno..

La seconda polemica è legata all’arbitraggio. Tu sei oltre che un tchouker di fama internazionale anche un arbitro in fama internazionale. Che arbitraggio hai visto e che lacune l’organizzazione e gli arbitri presenti dovrebbero concentrarsi a colmare?
Troppi candidati arbitri… spesso capitava di essere arbitrati da 3 candidati, quindi non arbitri, timorosi, tesi, inesperti etc…

Adesso domande un po’ meno serie ma non per questo meno spinose… Che differenza c’è vivere un evento simile da tchouker e da allenatore?
Mi fai troppe domande… LOL.. comunque poche differenze forse da giocatore ho un divertimento più spensierato ma ho meno soddisfazioni.

Giò in azione durante la finale scudetto 2013 ai play off di Ferrara dove i suoi Castor hanno vinto  lo scudetto

Giò in azione durante la finale scudetto 2013 ai play off di Ferrara dove i suoi Castor hanno vinto lo scudetto

Ci racconti qualche aneddoto divertente di questa tua avventura in terra asiatica?
Durante un’intervista Giorgione Priora ha dichiarato di amare le salsicce (“i like sausages”) mimando con le mani una dimensione notevole…

Non so quanto tu abbia seguito il mondiale ma c’è stata una partita in generale che ti ha colpito? Perché? Ce la racconti?
Neanche la mia prof di storia mi faceva così tante domande… Taiwan-Italia… Abbiamo perso 59 a 15 ma lo spirito degli italiani è stato eccezionale, ogni punto veniva festeggiato come una vittoria mondiale e ogni difesa come un’apparizione della madonna. Veramente figo giocare con questo spirito.

La domanda che ti sto per fare è quella per cui in realtà ho deciso di intervistarti: che hai mangiato di buono e strano?
Buono… Di buono hanno il fritto… i ravioli, i frutti di mare… Di strano… forse il tofù al cioccolato.. qualche bevanda mai vista..

È difficile credere che un tchouker come te che ha vissuto diversi mondiali ed europei; vinto quasi tutti gli scudetti italiani; vinto ben tre EWC di seguito; girato il mondo con un pannello e pallone sottobraccio possa ancora regalarsi qualche diversa emozione … ma è per me quasi d’obbligo chiederti quale altra nuova esperienza sportiva, di vita ti ha regalato questa avventura?
Semplicemente ho modo di passare del tempo con i miei amici facendo quello che mi piace fare e in più ho la possibilità di conoscere altre persone che condividono la mia passione dall’altra parte del mondo .

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