Riflessioni di fine campionato

gorilla pensatoreIl campionato è finito e credo sia giunto il tempo di fare delle riflessioni.
La prima è la poca sportività dimostrata fuori dal campo. Due casi su tutti che rendono chiara l’idea: “Caso Mantova” e “Caso Ferrara”.
Di errori se ne sono fatti tanti da tutte le parti e si è messa una pezza di buon senso ma di certo è uscito fuori che la FTBI non ha la forza di imporsi con nessuna associazione; che nessuna associazione tiene conto della FTBI e cosa più grave stiamo perdendo poco a poco lo spirito che ha messo in moto quello che oggi è il tchoukball italiano.
Mi spiego meglio.
La commissione campionato non ha, da regolamento, la forza, le modalità e i tempi per prendere delle decisioni.
Si perde troppo spesso nel parlare ad oltranza senza far capire (o senza che si voglia capire) che si sta parlando con un organo ufficiale.
Nel caso specifico, nel “caso Mantova”, il Lendinara TB non aveva capito che il sig. Pellitteri, oltre ad essere un dirigente dell’Asti TB, era prima di tutto un dirigente attivo della commissione campionato della FTBI, inoltre si scopre che l’associazione veneta non ha un dialogo diretto con il suo organo interno alla Commissione Campionato, la sig.ra Elena Zambello.
Fatto sta che si sono dovute inviare richieste ufficiali per avere risposte ufficiali (non voglio entrare in merito ai toni usati) perdendo tanto tempo e riducendosi all’ultimo nel trovare una soluzione utile a tutte e quattro le parti.
La seconda accusa che faccio si è vista nel “caso Ferrara” che ha perso a tavolino a Varese.
I club devono mettersi d’accordo e se non lo trovano si continua a fare quello che si è deciso ad inizio stagione.
Questo, più il fatto che nessuno si è rivolto anzitempo alla Commissione Campionato per spiegare le proprie valide motivazioni, esiste una legge europea che regola l’utilizzo dei pullman, ha fatto sì che Ferrara si sia trovata a perdere a tavolino perché le squadre si sono ostinate a voler far valere i propri diritti.
Ma non disputiamo un campionato per giocare?
Non so voi, cari tchouker di serie A, ma io pago una quota per giocare e non ho nessuno che versi i soldi alla FTBI al posto mio.
Sarà perché io sono un tchouker di B e non ho il lusso di avere tante partite quanto voi tchouker di serie A con uno sport che amo praticare, ma mi sembra un vero spreco barattare 45 minuti di gioco per due punti vinti a tavolino.
Inoltre i diritti di un singolo quanto valgo di più rispetto ai diritti di un gruppo?
Già perché il non giocare crea disagio non solo a chi è in ritardo (e qui la domanda che sorge spontanea è: ha senso iniziare a giocare alle 9.30 per quattro partite da 45 minuti cadauna?) ma anche chi lo subisce. Mi sembra che per punire la moglie cattiva il marito si sia tagliato i gioielli di famiglia. Ha senso?
Il secondo punto da analizzare è la formazione del campionato.
Quest’anno (stagione 2012-13) nove squadre in serie A. Una in meno di quanto programmata.
Ai play off di serie A a Ferrara si sono presentate dalla serie B solo le squadre locali, terza e settima classificate.
Tutte le altre hanno rinunciato ai play off, persino chi ha organizzato quelli di B.
Le motivazioni portate sono valide ed indiscutibili perché in casa propria ognuno fa ciò che vuole ma mi chiedo se nessuno vuole andare in serie A perché si gioca un play off che ha il fine di creare una classifica per andare in serie A?
Ma chi lo dice che la serie A deve essere solo di 10 squadre?
Ampliamola a chiunque la vuole giocare e se ci sono troppe squadre suddividiamo.
Non bisogna per forza giocare tutti con tutti. Anzi forse avrebbe un senso fare i play off se la serie A fosse divisa in conference.
Vedere vincere il secondo dopo che il primo ha dominato tutto un campionato solo perché sbaglia una partita non è sportivamente appagante e alquanto meritorio.
Piccole annotazioni.
Assegnazione dei play off. Credo che sia giusto assegnarli al progetto più interessante alla realtà più nuova ma se questo progetto non viene realizzato come ci poniamo?
Il progetto play off di Empoli era bellissimo ma all’atto pratico non è stato rispettato. Questo ha danneggiato chi è venuto da lontano per assisterli e le associazioni che non hanno avuto questo evento in gestione. Non voglio accusare l’associazione toscana che sicuramente ha avuto diversi intoppi che non le hanno permesso di dare il 100% ma mi sembra corretto porre questo quesito perché per ottenere un evento, come si dice da quelle parti, “si è cagato fuori dal vaso”.
Pensiamo a mettere uno stop prima che per avere l’evento tanto agognato il Caserta proponga un concerto di Gigi D’alessio; Latina di Eros Ramazzotti e Asti dei Bee Hive.
Suddivisione rimborsi. Il prossimo anno ci saranno i rimborsi per le squadre del campionato italiano. Con “strani” (per me almeno) calcoli si otterranno dei rimborsi seguendo delle voci. Fra queste voci c’è anche quella per lo staff portato a Rimini. Mi domando perché per un torneo che nulla ha a che fare col campionato si prendono soldi dalle quote del campionato? Non sarebbe più giusto elargirle rimborsi dall’utile che matura dal Rimini TB Festival, visto che c’è?
Inoltre mi chiedo come si fa a risalire ad una società se a presenziare è una scuola?
Facendo i calcoli della serva mi viene spontanea la domanda: il liceo Grassi che è buona parte dello staff di Viserba dove insegna la professoressa Volontè che non fa parte di nessuna associazione(vedere il 3° commento di Francesco Pellitteri) chi lo porta?
Perché invece di “rimborsare” un’associazione non si fa lo sconto a chi fa lo staff? Che è forse la cosa più corretta!
A chi organizza gli si dà una camera gratis che bisogna pretendere quando si portano 1000 e passa persone.
Festa finale. Penso che il play off sia una festa, la festa finale di una stagione di Tchoukball.
Mi domando come mai la serie A non è messa su due giorni come la serie B?
E’ vero che ci sono meno squadre ma è anche vero che bisognerebbe incominciare a pensare a stare più insieme coinvolgendo tutti, o almeno più realtà possibili, in modo che si ricrei l’atmosfera di convivialità che c’è ad esempio nei play off di serie B oppure a Rimini.
Lo dico perché ho declinato l’invito dei play off di serie A in quanto (fra le varie ragioni) tutte le squadre arrivano la domenica.
Il clima che si crea non è proprio quello di una festa, rilassato con cui si scambia volentieri una parola e una birra, ma è quello di una competizione.
Secondo me la commissione campionato dovrebbe incominciare a pensarlo come un torneo su due giorni che permette almeno una volta di trovarci tutti insieme per una sera.
Meritocrazia. Questi play off hanno fatto vedere la mancanza di meritocrazia che c’è nel TB italiano. (E siamo al secondo anno di fila). Premesso che a qualcuno piace la varietà, e la trovo sensata se ci fosse un campionato equilibrato sino all’ultima giornata e non un Binda fra i corridori che non arrivano primi.
Quest’anno in serie A sono rimaste l’ultima squadra della classifica che ha perso tutte le partite della regular season, si è classificata la settima compagine dei play off di B e ha vinto lo scudetto la seconda squadra dopo che la prima ha perso soltanto la finale scudetto.
Ma la serie A non era nata per premiare le più meritevoli?
Se non è questa alla fine il senso della serie A perché questa è nata?
Infine: vogliamo fare o no questa benedetta riunione fra le squadre prima che il giocattolo entri in cancrena?
Capiamoci ed ascoltiamoci. Stiamo perdendo la nostra verginità per qualcosa che non vale la pena. Diciamo di essere diversi ma non ci vedo diversi da altri sport se non per le dimensioni.

Jack J. Jasper

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Tchoukball italiano
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3 risposte a Riflessioni di fine campionato

  1. Duccio ha detto:

    Premetto di non aver frequentato assiduamente il mondo del tb quest’anno, eppure dalle occasioni che ho avuto di farlo mi sento di poter trarre qualche conclusione. Ai playoff di serei A io ci son andato, il giorno prima. Ti assicuro che il clima non era così tragicamente agonistico come lo descrivi. Chi c’era è uscito, si è bevuto la sua birra, ha riso e scherzato con gli amici di altre parti d’italia. Poi se tanti arrivano il giorno stesso non penso sia solo perchè non vogliono ma anche perchè non possono. E comunque anche quelli arrivati il giorno stesso mi pare abbiano mancato di socializzare il giorno stesso. Il fair play in campo si è visto (in momenti di più in altri un po’ meno, ma comunque un livello accettabile). Avrò una visione parziale, ma so che quando frequento il tb mi trovo ancora bene.
    I toni dell’articolo mi sembrano eccessivamente polemici e mi chiedo cosa di positivo possa portare. Dei problemi si può parlare, anche senza enfatizzare situazioni negative e controversie.

    • puntoregalato ha detto:

      Botta: i problemi vanno enfatizzati, secondo me, perché c’è la tendenza nel TB italiano a sottovalutarli o peggio a non considerarli tali.
      Siamo ormai al terzo anno di serie A concluso e si nota una ghettizzazione fra le due serie (chi ci gioca è in linea di massima sempre la stessa).
      Dalle 10 squadre di inizio serie si è arrivati a 9 con diverse associazioni che non vogliono andarci.
      La serie A dovrebbe essere meritoria ma negli anni, l’ultimo è il più evidente, non lo è più.
      Nei primi due anni chi è retrocesso in serie B ha sciolto la squadra.
      Quest’anno c’è il rischio concreto che la serie A sia la fotocopia della passata stagione o peggio si riduca a 8 squadre.
      Situazioni che portano a delle riflessioni e a delle domande.
      Poi caso Mantova e caso Ferrara sono successi e vanno esaminati per porre soluzioni così da non ripeterli.
      Questo in serie A.
      Per la serie B ho fatto vedere una pecca che potrebbe diventare una piaga.
      Credo fortemente che sia giusto coinvolgere tutti, anzi è obbligatorio e doveroso, ma se si chiede un progetto per assegnare questo tipo di manifestazione e questo non viene rispettato in più punti è bene incominciare a pensare ad una soluzione prima che i furbetti (non era questo il caso sia ben chiaro) facciano promesse da marinaio per ottenere il torneo e poi passata la festa chi se ne frega…
      Io ho vissuto i play off di empoli e posso assicurarti che viverli su due giornate è stato meglio che viverli solo su una giornata; in fondo il campionato è una scusa per frequentarci .
      Ultimo punto è quello dei rimborsi. Ho visto un progetto interessante e da provare ma non concepisco quel punto lì che vede rimini come metro di rmborso.
      Uno perché vedo rimini e campionato come due eventi separati, con anche due conti separati.
      Due perché se un rimborso va dato per rimini non va alle società ma a chi fa lo staff.
      Tre perché la vedo molto mirato e questo non mi piace.
      È tutto da buttare?
      Penso di no, altrimenti non ci sarebbero queste parole e non ci sarebbe la richiesta specifica di fare una riunione che discuta di questi temi con tutti 🙂

  2. devo fare una rettifica a nome del presidente FTBI Chiara Volontè: è tesserata come giocatrice e allenatrice della squadra degli heart attack (club saronno), ovviamente per meri motivi assicurativi e burocratici, ma come presidente in quanto tale è super partes, quindi non è riconducibile a nessun club.

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