La mia Rimini 2013: un festival da incorniciare

cornice-ovale-dorataQuest’anno la mia Rimini è stata molto bella ed intensa.
Bella perché ho vissuto con tanti amici dei momenti di aggregazione che valgono come oro, ed intensa perché ogni partita che ho giocato all’open era veramente spettacolare, ricca, soddisfacente.
E’ stato bellissimo giocare coi Davil Baywatch dei fratelli Puppo, della Pamelona e degli spartani veneti, per di più in una gara vissuta punto a punto.
È stato bello giocare con la Regione Sociale fatta da un crogiuolo di tchouker italiani, erano rappresentate ben quattro regioni del TB nazionale. Inoltre erano tutti forti, ma soprattutto li conoscevo tutti e quando si gioca con degli amici la partita non può che essere stupenda.
Mi piacerebbe segnalare con questo mio ricordo all’allenatore della nazionale femminile Agnese D’antonio che gioca nel Romagna, veramente brava. Da tenere sott’occhio.
È stato bello giocare coi tanti stranieri che militavano nel mio girone. C’erano tedeschi, svizzeri, francesi, inglesi. Poi giocare coi transalpini è stato quel pizzico di emozione in più in quanto ho avuto la fortuna di conoscerli ai mondiali di Ferrara e di godere con loro, e col bimbo Chicco, uno dei momenti più aulici di quella manifestazione mondiale: puttan-tour nella zona industriale della città estense.
tchouk norrisi corniceMemorabile l’ultima partita con gli Heart Attack con cui ogni anno ho la fortuna d’incontrarmi sulle spiagge di Viserba. Una partita sempre del sapore speciale che quest’anno ci ha visti punto a punto. Spero di riviverla quanto prima. Sono in spasmodica attesa di ricevere un messaggio da uno sconosciuto passante che ci ha ripreso. Mi contatterà l’“UFO”?
Ma la parte più bella non poteva non essere quella di giocare coi miei compagni di squadra, le nuove leve del Venegono, e dare vita alla squadra dei Tchouk Norris col mitico hitter astigiano Andrea Bilets Biletta.
Tanti, come dicevo prima, i momenti di aggregazione non solo con gli astigiani ma anche coi ferraresi e non.
Con gli emiliani ho vissuto l’esperienza di provare un albergo al di fuori della organizzazione e nonostante si vedesse la differenza, alla fine dei conti non è stata malaccio.
In fondo ho scelto questa esperienza per la compagnia e quella era un usato garantito che non tradisce mai.
Ma ho anche conosciuto altre nuove persone, perché Rimini permette soprattutto questo, come le ragazze dello staff quest’anno più cortesi del solito, più disponibili del solito a scambiare quattro chiacchiere e a scherzare coi tchouker.
Ho conosciuto poi la britannica Victoria, tchouker del Leeds che ha animato la serata del venerdì al Barracuda eccitando il nostro portoghese Jorge.foto botta
Poi con lei ho persino provato un approccio, pro Tchouk Norris, e nonostante il mio inglese da 3 politico ero riuscito a strapparle un appuntamento. Peccato che il diretto interessato non l’abbia riconosciuta sotto il cappello da pirata che indossava quella sera… Goffo!
Chissà se mi avesse visto la Peyronel (la mia ex prof. d’Inglese), mi avrebbe dato solo un 3 politico?
Ho anche vissuto, sulla pelle di Fabio, che cosa vuol dire essere il ragazzo della Pex, costretto a restare in un luogo per lui “ostile” perchè la sua fanciulla credeva che ci sarebbero stati anche quest’anno i fuochi di artificio.
???? Vol.25 ??????????Poveretto! Aveva sonno, non aveva argomenti di tchoukball da condividere con gli altri, ed era in trepidante attesa di un evento che nessuno avrebbe mai visto.
Ho anche conosciuto due belle e simpatiche pulzelle amiche della Cate (Gaia e Giulia); ho intravisto il nuovo arrivato in casa Fergnani che impazzisce per Culona, il maialino casinista che avevo adottato per i play off di Montelupo; ho mangiato pizza cipolla e tonno; ho conosciuto meglio Elio e Capu del Caronno; ho chiacchierato con la bimba Jasmine, ho abbracciato tutte le persone
che ho incontrato; Dragetto Simone di Caronno mi ha detto che molto probabilmente nascerà in Lombardia un bel torneo Under 18, o come si dice nel tchoukball M18; mi sono parlato allo specchio come succede ormai in quasi ogni torneo… Proprio tante cose.
Se devo trovare proprio delle pecche ho visto un po’ triste l’inaugurazione del torneo coi palloncini. Confesso che lo pensavo più spettacolare in base a quello che mi aveva raccontato il Brenna la sera prima, ma è stato sempre meglio del discorso della presidentessa che ormai conosciamo quasi tutti a memoria e che disertiamo volentieri per qualche minuto in più di sonno.
Comunque, di sicuro, la pecca più grande che ha il Rimini Tchoukball Festivall è quella che fa piangere tutti i tchouker presenti: dura troppo poco.

Fabrizio Botta

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Tchoukball italiano
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